Sarri: “Mi fa schifo giocare alle 12.30. Jorginho? Ho fatto una caz…”

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“Partiamo dall’inizio e diciamo le cose come stanno: abbiamo giocato in un orario in cui nessun vuole giocare. Tutti lo pensano, ma la differenza è che io lo dico: a me fa schifo giocare alle 12.30. E giocare a quest’ora comporta una serie di problemi in più”. Schietto come sempre, Maurizio Sarri comincia dall’orario ad analizzare il successo con brivido del suo Napoli ad Empoli. “Per l’orario e anche per tanti altri motivi, questa di Empoli è stata una partita piena di difficoltà dalla quale andiamo via contenti per il risultato e per un grande primo tempo. Naturalmente non sono contento per il finale e per come non abbiamo gestito il vantaggio”. Dopo aver manifestato la sua insofferenza per le gare delle 12.30, Sarri prende le difese di Spalletti e della Roma, uscita a suo dire dall’Europa League a causa del calendario troppo denso di impegni. “Che rispetto c’è stato per la Roma, uscita fuori col Lione quasi esclusivamente per responsabilità della Lega con quel calendario? Mi riferisco alla Roma, va bene, non al Napoli, noi saremmo usciti ugualmente col Real per la distanza che c’è. La Roma non è stata tutelata, è stato un signore Spalletti a non dirlo”.
IL PROBLEMA DI MENTALITÀ — Sì, perché il Napoli ha chiuso il primo tempo sul 3-0 e poi nella ripresa è scomparso incassando due gol dall’Empoli. “Abbiamo visto anche oggi i nostri soliti errori – continua Sarri -, quelli che commettiamo nel gestire la partita quando diventiamo passivi e mettiamo a rischio anche risultati acquisiti. Nella nostra testa gestire una partita significa smettere di giocare. Ma non è così. Gestire una gara significa fare una corsa offensiva in meno e una corsa difensiva in più. E’ un problema di cui stiamo discutendo, ma facciamo fatica a vedere miglioramenti. Oggi c’erano molte componenti di difficoltà, ma alla fine sono più gli aspetti positivi: dobbiamo crescere di mentalità. . Al di là di questi discorsi, sapevo che oggi a Empoli sarebbe stato difficile per tutti e che loro avrebbero avuto una reazione forte dopo gli ultimi risultati negativi”.
IL MEA CULPA — Sarri fa mea culpa quando analizza la sostituzione, nel secondo tempo, di Jorginho (che non ha preso bene il cambio) con Diawara. “La sostituzione di Jorginho era dovuta solo al caldo perché vedevo che stava calando di condizione dopo aver giocato un’ottima partita. Dopo la sua sostituzione, però, abbiamo fatto peggio come squadra. Molto probabilmente ho fatto una cazzata io a toglierlo”.
LA JUVENTUS — Adesso c’è la sosta del campionato e alla ripresa ci sarà Napoli-Juventus. “La sosta non arriva nel momento giusto, perché i giocatori non riposano andando a giocare con le nazionali e di fatto non potremmo preparare una partita bellissima come quella che ci aspetterà alla ripresa contro la Juve – conclude Sarri -. Potremmo fare il primo allenamento tutti insieme solo il 31 marzo, a due giorni da Napoli-Juve. E poi anche i precedenti non ci aiutano: dopo la sosta abbiamo sempre faticato e raccolto molti meno punti rispetto alla nostra media”.
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