«Sarà un piacere fare volontariato» Berlusconi torna e attacca i giudici

PALAZZO CHIGI - CONFERENZA STAMPA DOPO L'INCONTRO TRA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IL PRIMO MINISTRO IRLANDESE, PRESIDENTE DI TURNO DELL'UE

É tornato. A piede libero (e non era scontato). Misurato, moderato, persino sorridente. Il Berlusconi che non t’aspetti. Mansueto così non s’era mai visto. Se gli chiedono cosa pensa dei giudici, domanda che in altri tempi gli avrebbe provocato una carica di adrenalina ora l’ex Cavaliere fa il gesto di cucirsi la bocca. No comment. Sa bene che se li attaccasse, se solo dicesse mezza parola o anche un millesimo dei pensieri che in passato rivolse alla Boccassini, correrebbe il rischio serio di vedersi revocare i servizi sociali.
IL TABU

Ne consegue che gli attacchi personali alle toghe resteranno per tutta la campagna elettorale (e oltre) argomento tabù. Una privazione che gli vale la libertà. In conferenza stampa spiega che sarà «un piacere» fare volontariato con gli anziani. Ma se gli si chiede della sentenza Mediaset, se per caso sia stata fatta per favorire la sinistra, lui placido e tranquillo risponde «Veniamo alla prossima domanda…», Cioè non risponde. Ma non tutte le domande si possono dribblare. E allora aggiunge: «Pensate solo a quello che è successo con Mani pulite». E ancora: «Rispetto le istituzioni ma sappiamo come ci sia una corrente che ha dichiaratamente finalità di intervento nella politica». É più forte di lui. 
APPELLO AI DISGUSTATI

Seduto tra la a Gardini e il suo consigliere politico Toti, l’ex Cavaliere vorrebbe ritrovare lo slancio di un tempo. Si dice sicuro che a Strasburgo i legali otterranno l’«annullamento totale della sentenza». Lancia un appello «ai delusi e disgustati». Respinge le critiche alle liste che secondo alcuni sarebbero piene di riciclati – leggasi Mastella, Zanicchi, Guzzanti – che sono invece secondo lui «il giusto mix». E definisce «dolorosa» l’esclusione di Claudio Scajola. Ma i tempi sono cambiati. Il Kit del perfetto candidato si scaricherà ad esempio via email. E in quanto all’Europa – in fondo si vota per quello – va eliminato il fiscal compact e consentito lo sforamento del 3% annuo nel rapporto tra deficit e Pil. 
Infine ci sarebbe un tale Matteo Renzi. Al quale non riserva un trattamento particolarmente duro. Gli chiede però di votare subito l’Italicum, insinuando che «forse il governo ha paura di non avere i numeri». Intanto al Senato Forza Italia prova a sfidare il premier e la sua preferenza per le riforme istituzionali presentando una proposta di legge clone dell’Italicum , con l’obiettivo di portarla in votazione prima delle europee anche grazie alla corsia veloce garantita dal regolamento.

Il Messaggero