San Lorenzo e Pigneto: telecamere anti-spaccio

IGNAZIO MARINO 4

Telecamere anti-spaccio nei quartieri Pigneto e San Lorenzo (per iniziare), teatro nelle ultime settimane di proteste dei cittadini. Linea dura su tutti i fronti: dall’abusivismo alla contraffazione, dalla lotta alla droga alla prostituzione, fino alla movida notturna, così come aveva garantito il ministro dell’Interno, Angelino Alfano nel suo Piano per la sicurezza di Roma. E la novità sono gli occhi elettronici che vigileranno sulle zone della movida più calde. Roma come Londra, ”protetta” da un «grande fratello» telematico. Ad annunciare la nuova misura è stato il sindaco Ignazio Marino al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è riunito ieri in Prefettura. «È un progetto che vogliamo portare a compimento nei prossimi 30 giorni – garantisce il primo cittadino – In questo modo vogliamo aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro, anche attraverso la dissuasione che la ripresa delle immagini determinerà su chi spaccia e chi acquista. Non ne posso più di vedere immagini che mi arrivano quotidianamente con whats up, sms, facebook di siringhe piantate nei vasi o vicine agli alberi». Questioni che sono state al centro di un forte Sos da parte del primo cittadino, «esasperato», al prefetto Giuseppe Pecoraro: a fine giugno Marino ha tuonato contro i pochi controlli proprio nelle due zone della Capitale dove sbarcheranno i nuovi occhi elettronici. L’ultimo, importante, blitz anti-droga al Pigneto c’è stato il 2 luglio, quando carabinieri e polizia hanno arrestato 21 spacciatori. Nello stesso quartiere un paio di settimane prima era arrivato l’allarme degrado dell’ex parlamentare Vladimir Luxuria che ha denunciato di essere stata minacciata da un pusher. «Non abbasseremo il livello di guardia – assicura Marino – tolleranza zero rispetto allo spaccio».
MODELLO LONDRA
«Il Comune fa e continuerà a fare la sua parte in due modi: a vigilare, e poi sul modello di Londra (ma in proporzione perché non abbiamo lo stesso livello di risorse) nelle prossime settimane inizieremo a installare telecamere al Pigneto e a San Lorenzo a spese del Comune – prosegue il sindaco – Abbiamo deciso che i tecnici della polizia locale e del Comune si riuniranno con i tecnici delle varie forze dell’ordine e della Prefettura per pianificare gli interventi». Certo la strada per raggiungere i numeri di Londra è ancora lunga, «ma è sicuramente un buon inizio». Nella capitale inglese, infatti, ci sono 500mila telecamere, secondo alcuni studi ogni cittadino viene ripreso in media circa 300 volte al giorno. Le prime telecamere, in bianco e nero, furono installate nella metropolitana di Londra nel 1961. Negli anni ’70 e ’80 arrivarono negli stadi, per contrastare il fenomeno degli hooligans, nel 1993, dopo le bombe dell’Ira, le autorità decisero di piazzare occhi elettronici per tutta la City, il quartiere finanziario di Londra. Ma è solo dopo l’attentato alle Torri Gemelle che la Gran Bretagna ha deciso di investire massicciamente nella tecnologia, passando da un milione di sistemi installati a 4,2. Insomma una telecamera ogni 14 cittadini. «È opportuno però valutare l’installazione e l’ampliamento dei sistemi di video sorveglianza, sul modello Londra – dice il Capogruppo del Pd del XV Municipio, Marco Paccione – anche in altre aree interessate da eventi sportivi e musicali, oltre che dalla movida, come quella di Ponte Milvio e dello Stadio Olimpico e dei suoi dintorni, oltre che nelle zone più periferiche».
TUTTI IN RETE
L’intenzione del Campidoglio è mettere in rete tutte le telecamere già esistenti con quelle che verranno installate, con una sala operativa congiunta alla quale avranno accesso l’amministrazione e tutte le forze dell’ordine. Al Pigneto ad esempio sono presenti già sedici «occhi elettronici» della Polizia Locale, 12 a San Lorenzo e 9 a Campo de’ Fiori «l’obiettivo ora è metterle in rete con le forze dell’ordine e creare un tavolo per l’intercomunicazione dei sistemi».
I RESIDENTI
Intanto gli abitanti del Pigneto sono esasperati e in molti casi spaventati da ciò che succede quotidianamente davanti alle proprie abitazioni, e chiedono da tempo «il ripristino della legalità». «Ma nessuno pensa che si risolveranno i problemi del Pigneto semplicemente con una militarizzazione, senza politiche di ampio respiro di ripensamento del quartiere – spiegano dal comitato di quartiere – Tanto meno esiste una caccia all’immigrato: il Pigneto è un quartiere aperto, da sempre attraversato da culture diverse, e ricco di esperienze sociali».
ABUSIVISMO
Per quanto riguarda l’abusivismo «gli obiettivi restano: Vaticano, piazza Navona e Colosseo – spiega Marino – È un’azione inter-forze con il coordinamento della polizia locale e delle altre forze dell’ordine in modo da sorvegliare questi luoghi durante le ore diurne e buona parte della notte per liberarli dall’abusivismo commerciale. Mi sembra che questo stia già accadendo».

IL MESSAGGERO