Salvini gela Berlusconi: nessuna intesa con FI

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Matteo Salvini chiude all’accordo con Berlusconi. «Siamo troppo diversi», ironizza. Una porta in faccia che l’ex premier e i suoi prendono malissimo, anche se il leader forzista non rinuncia a giocare fino all’ultimo la carta dell’unità del centrodestra. «Andare divisi al voto per le regionali sarebbe un vero suicidio», ripete. Perciò, al di là dei toni esasperati, sotto sotto, forzisti, leghisti della prima ora, ossia Maroni e anche Bossi, e centristi continuano ad annusarsi per vedere come uscire dall’impasse.
Certo, Salvini, non sembra andare in direzione della conciliazione tra le diverse anime del centrodestra. Forse perchè domani dovrà capeggiare i suoi nella manifestazione convocata a Roma contro il governo, con parole d’ordine dure e pure su immigrati e uscita dall’euro. Non a caso, al corteo aderiscono anche Fratelli d’Italia e Casa Pound. Il tutto condito con un video messaggio di Marine Le Pen. Una miscela esplosiva, se si considera che, sempre domani, a Roma è prevista anche una manifestazione della sinistra antagonista contro il razzismo. «Spero che sabato a Roma gli ”anti” di professione, quelli che sono anti Lega, anti Salvini, anti tutto, facciano una bella manifestazione allegra e colorata, in un’altra piazza rispetto alla nostra e soprattutto pacifica e senza violenza, perchè la violenza è demenza e sarebbe inaccettabile».
DIVISI IN EUROPA

Sul piano politico, al di là delle dimostrazioni muscolari di piazza, restano i distinguo pesantissimi di Salvini che da Barberino del Mugello scandisce:«Ad oggi con Berlusconi non c’è un accordo sul piano politico nazionale, perchè a Bruxelles sediamo su banchi diversi, lui difende l’euro che noi riteniamo una moneta sbagliata, lui è insieme alla Merkel, noi alla Le Pen».Si vedrà se si tratta soltanto di propaganda. Intanto, il consigliere di Berlusconi, Giovanni Toti è costretto a replicare a muso duro.«Forza Italia deve cercare di costruire una coalizione di centrodestra larga e vincente, ma non siamo disposti ad essere presi in giro», sottolinea. E ripete la minaccia già ventilata dall’ex Cavaliere. E cioè che «una mancata alleanza in Veneto metterebbe in discussione anche l’esperienza della Lombardia».
CASO LOMBARDIA

Obbligatoria, a questo punto, la risposta piccata del governatore lombardo, Roberto Maroni, il quale assicura che «la Lombardia è solida e non corre nessun rischio». E proprio Maroni viene accreditato come uno dei pontieri che stanno lavorando per non strappare l’alleanza con Forza Italia. La via d’uscita sarebbe delegare al presidente del Veneto, Luca Zaia, la partita degli accordi per il voto regionale, magari con liste civiche collegate, in modo da «non compromettere» l’intransigenza ostentata da Salvini. Un metodo molto democristiano, certo, che però potrebbe dare i suoi frutti, se si considera che, intanto, la portavoce di Forza Italia, Deborah Bergamini, ha stroncato l’idea di un appoggio forzista al ”ribelle” Flavio Tosi. E un altro segnale di distensione sarebbe la decisione di Berlusconi di aspettare il Consiglio federale della Lega di lunedì per sciogliere la riserva sulle alleanze.
Confermato, intanto, l’accordo tra il partito di Berlusconi ed Area popolare per la Campania per tentare la riconferma del governatore uscente Stefano Caldoro.«Guai – avverte l’ex premier- a farci sfuggire l’unica regione in cui siamo dati per vincenti».

Il Messaggero