Salvini alza il tiro contro Berlusconi

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L’ascesa di Stefano Parisi dentro Forza Italia e più in generale nel centrodestra continua a far discutere. L’ex Ad di Fastweb che ha in programma da domani nella Capitale una serie di incontri con i coordinatori azzurri ed il tesoriere del partito, non sembra minimante impensierito dai malumori dei big azzurri e dalle stoccate ricevute nei giorni scorsi da Matteo Salvini. Il leader della Lega che ha rispedito al mittente l’invito alla convention organizzata dall’ex candidato a sindaco di Milano Parisi in programma per metà settembre a Milano (ufficialmente perchè in concomitanza con il raduno del Carroccio a Pontida) non ha nessuna intenzione di prendere parte alla rinascita del centrodestra in salsa moderata come invece vogliono Parisi, ma soprattutto Silvio Berlusconi, tra i suoi principali sponsor.

È infatti proprio il Cavaliere ad aver affidato al manager il compito di rifondare Forza Italia intravedendo nel profilo dell’ex manager l’uomo adatto a riaggregare la galassia dei moderati, a suo dire il perno di una futura coalizione. I progetti del leader di Forza Italia non sono però gli stessi di Salvini che non a caso torna ad attaccare a testa bassa Berlusconi accusando, senza giri di parole, di essere il responsabile della spaccatura della coalizione: «Se qualcuno ha diviso il centrodestra e ha voluto perdere, quello è Berlusconi», accusa il leader della Lega dalla festa del partito in corso a Cervia. Parole che evidenziano il nervosismo del segretario leghista che oltre a dover fare i conti con Parisi deve far fronte ai malumori anche dentro il suo partito.

Se il modello Milano caro all’ex manager viene bocciato dal leader leghista («Mi sono cucito la bocca, ho fatto finta di niente, e metà degli elettori è rimasta a casa», dice parlando dell’esito delle amministrative nel capoluogo lombardo), lo stesso non si può dire per un altro big del Carroccio come Roberto Maroni. Il governatore della Lombardia infatti non ha fatto mistero di guardare con attenzione e interesse ai progetti a cui lavora l’ex ad di Fastweb. Un distinguo che pesa dentro la Lega anche in previsione del congresso del partito in programma a dicembre. Ecco perchè senza citarlo direttamente, Salvini non risparmia una stoccata anche a Maroni: «Se qualcuno vuole andare con Alfano non può stare nella Lega».

Che Area Popolare sia uno degli interlocutori a cui si guarda per rimettere insieme il centrodestra è evidente. Ma la strada per ricomporre i pezzi è complicata se si considera che su uno dei temi più caldi, il referendum sulla costituzione, Forza Italia e Alfano sono su posizioni opposte. E se gli azzurri si preparano alla ‘battaglià con i comitati del No insieme a Lega e Giorgia Meloni, i centristi che sostengono il sì alle riforme non sono da meno. Per martedì è in programma infatti una riunione dei parlamentari di Ala capitanati da Denis Verdini e di quelli vicini a Zanetti di Scelta Civica per ufficializzare la nascita dei comitati a sostegno delle riforme. Un primo passo che ha come primo obiettivo quello di arrivare al varo di un ‘contenitorè in cui possano entrare i parlamentari dei due partititi che hanno come punto in comune il sostegno alle riforme.

Il Mattino