Salva Roma, «poteri speciali al sindaco»

IGNAZIO MARINO 2

Ignazio Marino potrebbe diventare commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro triennale dei conti del Campidoglio, sul modello già utilizzato per le regioni (come il Lazio) sottoposte a piano di rientro per la sanità. A ipotizzare un impegno del sindaco in prima persona, ma con poteri speciali, è proprio il Governo, che entro sessanta giorni da oggi potrà approvare, respingere o modificare il testo redatto in cabina di regia. 
I rappresentanti di Palazzo Chigi al tavolo interistituzionale di ieri hanno espresso apprezzamento per la prima parte del lavoro, ma continuano a essere dubbiosi sulla sua attuazione. Il ragionamento dell’esecutivo è semplice: se per tre anni ogni singolo provvedimento – sono 25 soltanto le società da dismettere o liquidare, in un contesto in cui la spesa complessiva dovrà essere ridotta di 445 milioni – dovrà affrontare l’iter ordinario di approvazione, tra giunta, commissioni competenti e assemblea capitolina, ci sono fondate possibilità che il piano subisca forti rallentamenti, se non menomato o addirittura svuotato delle sue parti caratterizzanti. Per questo sarebbe necessario nominare un commissario straordinario, per accelerare l’attuazione dei vari provvedimenti: l’incarico dovrebbe essere assegnato al sindaco, che assumerebbe la piena responsabilità dell’intero procedimento. Il ministero dell’Economia potrebbe quindi indicare uno o due subcommissari, con ruolo prettamente tecnico, da mettere alle dipendenze dell’inquilino del Campidoglio.
L’ITER 
Il testo del piano di rientro, chiuso ieri dal tavolo interistituzionale e approvato dalla giunta, sarà oggi formalmente trasmesso a Governo e Parlamento per il via libera definitivo. «Il piano si presenta aderente ai principi contenuti nella legge e il lavoro fatto è molto positivo – commenta il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini – L’obiettivo è di esprimere entro un mese il parere, nonostante la norma ne preveda due di mesi. Se ci sarà da fare qualche approfondimento o integrazione lo diremo nella fase di espressione del parere». Il Governo «dovrebbe arrivare all’approvazione del piano per Roma entro la prima settimana di agosto», conferma il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Graziano Delrio.
LE REAZIONI 
Il centrosinistra esprime soddisfazione: «Era necessaria una repentina inversione di marcia per iniziare a mettere in ordine i conti della città», spiega Mirko Coratti, presidente del consiglio comunale. Ma l’opposizione attacca: «A oggi il piano di rientro è un libro dei sogni – sottolinea Alessandro Onorato, capogruppo della lista Marchini – Nessuna visione della città, nessuna chiarezza su quali società saranno chiuse e quali saranno accorpate, nessun piano per eliminare i veri sprechi». Perplessi anche i sindacati. «Nel piano manca un’idea di sviluppo della città – argomenta Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil di Roma e Lazio – Crediamo che dovrebbe essere approvato di pari passo con il bilancio e puntare a una maggiore progressività della leva fiscale. Così come è, peraltro, mette fortemente a rischio le politiche sociali cittadine».

IL MESSAGGERO