Salento, morto in discoteca. “Lorenzo era malato al cuore”

cocorico

Lorenzo Toma il 19enne morto la mattina di domenica scorsa nei pressi di una discoteca a Santa Cesarea aveva una cardiomiopatia ipertrofica che puo’ determinare anche una morte improvvisa. E’ quanto si appreso al termine dell’autopsia effettuta stamani presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Il medico legale Alberto Tortorella ha riferito i primi esiti dell’autopsia al sostituto procuratore di Lecce Stefania Mininni comunicandole che il 19enne morto domenica mattina nei pressi di una discoteca a Santa Cesarea era affetto da una cardiomiopatia ipertrofica che puo’ essere causa di morte improvvisa specie in situazioni di particolare stress. Saranno comunque valutate eventuali concause quali l’assunzione di sostanze stupefacenti o alcol. I risultati degli esami tossicologici saranno depositti entro i prossimi sessanta giorni. Al momento quindi gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi e prosegue il lavoro investigativo. L’esame autoptico e’ stato effettuato presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il corpo del ragazzo, dopo l’autopsia, e’ stato restituito alla famiglia e oggi alle 17,30 a Lecce sono previsti i funerali.

Subito dopo l’accaduto su disposizione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e’ stata inviata a tutti i prefetti e questori una direttiva per rafforzare i servizi di prevenzione e controllo del territorio, anche a seguito di apposite riunioni di coordinamento e tavoli tecnici con le forze di polizia. “Con la direttiva – ha spiegato Alfano – ho predisposto l’adozione di misure preventive di vigilanza e sicurezza piu’ opportune, soprattutto nelle ore serali e notturne, con particolare riguardo ai locali pubblici e di intrattenimento, nonche’ ai luoghi di ritrovo interessati da una numerosa affluenza di persone e di giovani. In questo quadro, riserveremo una particolare attenzione al rispetto degli orari di chiusura e della effettiva capienza dei locali, al fine di rendere piu’ sicuri i luoghi di divertimento e di incontro, specialmente per i nostri giovani. Un conto e’ il ballo che diverte, altra cosa e’ lo sballo che uccide”.

AGI