Salah ferma la corsa Inter. La Viola sbanca San Siro

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La quarta vittoria di fila è rimandata, così come la caccia al quinto posto che varrebbe l’Europa League. La Fiorentina rimbalza l’Inter al Meazza con un gol di Salah chiudendo in nove per gli infortuni di Tomovic e Savic a cambi già avvenuti. Dopo 13 sconfitte consecutive nella Milano nerazzurra (12 in A e una in Coppa Italia), Vincenzo Montella riporta il sorriso in questo stadio e mette il suo gruppo a tre punti dalla Champions vista la sconfitta del Napoli a Torino.

LE SCELTE — Roberto Mancini sorprende ancora: dentro Vidic e Kovacic, fuori Ranocchia e Shaqiri. Nonostante le parole della vigilia il tecnico di Jesi vara una nuova Inter, riproponendo Mateo dal primo minuto come a Cagliari. Montella lascia Salah in panchina e mette Ilicic al fianco di Diamanti per supportare Babacar disegnando così un 4-3-2-1. Nonostante l’avvio sia interista, la direzione della partita prende subito la strada di Firenze. La squadra di Montella è più organizzata degli avversari in principio, gestisce palla e detta i tempi. Così è normale che al 10’ il primo squillo sia viola: punizione a giro di Diamanti e Handanovic in tuffo respinge la parabola.

DIFFERENZE — L’Inter appare una via di mezza tra una creatura svogliata e apatica. Il simbolo è Podolski che al 17’ batte un calcio d’angolo… calciando la bandierina e solo sfiorando la palla. Non aveva ancora combinato molto il tedesco, però un cross giusto per Icardi lo aveva confezionato. La Fiorentina osserva ordinatamente e Pasqual con un traversone rasoterra quasi innesca Babacar poco dopo. Insomma, la partita si trascina, non certamente si alimenta di intensità col trascorrere del tempo. La scintilla nerazzurra l’accende Guarin in versione sciatore alpino, con un paio di dribbling lungo il lato corto dell’area chiusi da un cross arretrato che non trova alcun compagno. La sensazione che la Fiorentina abbia in mano il destino dell’incontro prosegue fino alla mezzora, quando Tomovic salta Santon (forse ha ragione Mancini, è stanco) con semplicità, va sul fondo e serve a Kurtic un cioccolatino che lo sloveno preferisce regalare alla Nord dal limite dell’area piuttosto che spaventare Handanovic.

PIZZINI — In assenza di una trama credibile, l’Inter deve chiedere ai singoli le indicazioni per arrivare dalle parti di Neto. A imboccare la preferenziale per primo è Guarin che scalfisce il palo con un destro dalla distanza (Neto non ci sarebbe mai arrivato). Il primo pizzino manciniano della serata è affidato a Campagnaro e il contenuto si sviluppa presto sul terreno di gioco. Al 35’ il 4-3-1-2 iniziale diventa un 4-2-3-1 con Guarin e Medel guardiani della difesa, Brozovic, Kovacic e Podolski paggetti di Icardi. Da qui alla fine del primo tempo non accade altro, la partita si stabilizza e la Fiorentina perde Babacar. Montella manda dentro Salah, così che il tridente offensivo diventa molto mobile senza più un punto di riferimento concreto.

IL GOL PARTITA — La ripresa si adagia sullo spartito del primo tempo nei primi dieci minuti. Per stravolgere la serata serve un lampo nel buio. Per altro nemmeno costruito, bensì casuale. E’ l’11’ quando Pasqual disegna un traversone diabolico sul quale Handanovic ci arriva senza trattenerlo. La palla vagante diventa un obiettivo di Salah che arriva prima di tutti e con un sinistro preciso supera il portiere sloveno intento a recuperare. Per l’egiziano è il quarto gol in sei presenze con la Viola, un martello. Un martello che sveglia l’Inter. Nel giro di 60 secondi arriva un lancio lungo per Icardi che cade in area al momento di calciare (sospetta la chiusura di Tomovic sull’argentino) e un destro violento ma centrale di Guarin.
ERRORI E INFORTUNI — Il tempo stringe, Mancini mette mano al portafoglio della panchina. Minuto 21, dentro Shaqiri al posto di Podolski (qualche fischio per il tedesco). Lo svizzero fa slittare Kovacic a sinistra nel tridente offensivo alle spalle di Icardi e si presenta con un destro che Neto blocca. Al 27’ l’occasione migliore per l’Inter. Combinazione rapida Guarin-Shaqiri-Icardi chiusa da un destro piazzato dall’argentino che però sibila appena sopra l’incrocio. Un rigore in movimento vista la distanza, un’occasione gettata vista la latitanza e vista la capacità dell’attaccante di sfruttare ogni mezza opportunità. La squadra di Mancini però resta affacciata sul cortile viola. Al 31’ è la testa di Vidic (su punizione di Shaqiri) a mettere pressione ai toscani. Qualche minuto dopo è quella di Tomovic a mettere pressione a tutti. Scivola e nel tentativo di rialzarsi prende un calcio in testa da Palacio che lo stava saltando. Scontro fortuito, fatto sta che il difensore esce in barella con il collo immobilizzato. In concomitanza Montella stava sostituendo Aquilani con Vargas esaurendo i cambi. La Fiorentina finisce in dieci, l’Inter chiude con la spinta del pubblico. Palacio avrebbe anche l’opportunità buona, ma preferisce calciare debolmente verso Neto invece che scaricare su Icardi tutto solo in area. La versione egoista di Rodrigo ancora mancava. La squadra di Montella (migliore per tutta la gara in fatto di qualità di gioco) chiude il match perdendo per qualche minuto pure Savic. In 9 o in 10 non fa differenza, la Fiorentina si difende ordinatamente e l’Inter costruisce solo quantità davanti all’area viola. Al 2’ di recupero è ancora Palacio a provarci su cross di Shaqiri. Colpo di testa da gigante, Neto vola all’incrocio a togliere il pareggio. Finisce con applausi da entrambe le parti e con una faccia non proprio soddisfatta di Erick Thohir che dalla tribuna avrebbe voluto assistere alla seconda vittoria consecutiva dei suoi dopo quella contro il Celtic. Niente da fare, la Fiorentina ha meritato perché ha giocato con più continuità e con più idee. Rimandata, per l’ennesima volta, l’Inter. Mancini, come è solito dire, sa che c’è ancora da lavorare.
GAZZETTA DELLO SPORT