Sabato nuovo test per la Capitale corteo e sit-in, blindato il centro

Mafia Capitale

Si fa presto a dire che bisogna «preservare il centro storico di Roma dalle manifestazioni». La verità invece è che passati pochi giorni dalla calata degli hooligan del Feyenoord su piazza di Spagna, la città fa i conti con le preoccupazioni per un nuovo appuntamento, ancora una volta in pieno centro storico, all’ombra di esempi di barocco romano famosi in tutto il mondo.
Per sabato prossimo, sono previste due manifestazioni una lanciata dal leader leghista Matteo Salvini e l’altra ideata per contestare la prima e intitolata ”Mai con Salvini”. E anche se al momento la contrapposizione sembra essere puramente politica, Questura e Viminale temono infiltrazioni di frange violente da entrambe le parti. Tanto che finora il questore Nicolò D’Angelo non ha ancora autorizzato la manifestazione anti Salvini e, anzi, starebbe ipotizzando di spostarne l’arrivo in una posizione ancor più defilata rispetto alla manifestazione leghista, stanziale a piazza del Popolo.
LEGA E CASAPOUND

Il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha convocato da tempo una manifestazione nazionale pensata per essere il banco di prova nazionale del tour ”Renzi a casa” che ha già fatto tappa a Milano e Palermo e proseguirà con altre iniziative nelle regioni chiamate al voto. Il leader della Lega e del movimento ”Noi con Salvini” (presente soprattutto nel Sud) ha detto più volte che punta all’asticella dei 100mila partecipanti. Di certo ha organizzato 85 pullman dal nord e 35 dal sud, oltre a quattro treni sempre dal nord e per l’occasione, e per attrarre i manifestanti romani, alla campagna contro il presidente del consiglio è stato lanciato lo slogan che chiede le dimissioni del sindaco: «Sfrattiamo Marino» urleranno le centinaia di magliette indossate dai manifestanti. A preoccupare Viminale e Questura è soprattutto l’adesione dell’associazione culturale ”Sovranità” lanciata da Casapound in sostegno del leader leghista da tempo candidato a guidare tutta la destra a destra di Berlusconi.
LA CONTRO MANIFESTAZIONE

La manifestazione della sinistra romana è stata lanciata già da alcuni mesi in contrapposizione a quella nazional leghista. Vedrà sfilare alcuni centri sociali romani, ma ha aderito anche Sel e nell’ultima settimana è stata lanciata una raccolta di adesioni tra personalità dello spettacolo e della cultura. L’aria sembrerebbe tranquilla ma la preoccupazione resta, perché il rischio di infiltrati, anche provenienti da altre città, è sempre presente. Ad impensierire questura e Viminale sono soprattutto l’inizio e la fine della manifestazione.
La partenza perché gli anti-Salvini hanno chiesto di poter dare l’appuntamento iniziale in piazza Vittorio, a poche decine di metri dalla sede di Casapound, in via Napoleone III. Anche la chiusura sarà un momento delicato: al momento è fissata davanti alla chiesa di Sant’Andrea della Valle, non lontano dal Senato. Ma la Questura sta valutando di spostarla alla Bocca della Verità, per arginare le possibili fughe di gruppetti diretti in piazza del Popolo. «Non sono manifestazioni che ci impensieriscono – dice Gianni Tonelli del sindacato di polizia Sap – in ogni caso ci aspettiamo che il sindaco Marino mantenga la stessa fermezza contro le violenze con qualunque parte politica».
Della manifestazione del 28 si discuterà certamente al comitato straordinario ordine pubblico e sicurezza al quale dovrebbero partecipare sia il ministro Alfano sia il sindaco. Per tirare le somme dopo il caso Feyenoord, ma soprattutto per organizzarsi sulle prossime scadenze.

Il Messaggero