Roma, tre allarmi in metro in poche ore: pacchi sospetti a Lepanto, Torre Gaia e Cornelia

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Falsi allarmi bomba in serie nella metropolitana di Roma, dal centro vicino al Vaticano alla periferia. Tratti di linea interrotti per precauzione, stazioni evacuate e artificieri di polizia e carabinieri in azione.

Una giornata della capitale dopo le stragi di Parigi. In mattinata il panico si diffonde presto tra i passeggeri in una delle stazioni più vicine a San Pietro, quella di Lepanto della linea A. «I vagoni erano stracolmi di persone che cercavano di raggiungere l’uscita, è stato il delirio», racconta un passeggero.

In realtà nel sacchetto della spazzatura abbandonato sulla banchina c’era un pezzo di narghilè, strumento orientale per fumare, al quale però gli investigatori non attribuiscono alcun significato simbolico. Il falso allarme, dopo quelli di ieri, scuote Roma che, memore degli attacchi in Francia, si appresta a dare il via al Giubileo più blindato della storia. Nel pomeriggio altre due segnalazioni a diffondere nervosismo: la prima sulla linea C alla stazione di Torre Gaia, in periferia, per due borse frigo dimenticate da una bambina; la seconda ancora sulla linea A per una borsa lasciata su un vagone alla fermata Cornelia. Conteneva alimenti. In questo caso è stato un militare di pattuglia a chiamare la polizia. Intanto attorno a piazza San Pietro sono serrati i controlli, soprattutto in seguito all’allarme lanciato ieri dall’Fbi che ha inserito proprio la basilica tra i potenziali obiettivi dei terroristi in Italia, insieme al Duomo e alla Scala di Milano. Oggi sono stati installati nuovi metal detector all’altezza del colonnato, controlli e posti di blocco sono stati intensificati in tutta l’area, dove già ieri sono stati lanciati due falsi allarmi bomba.

Ma il dispositivo di sicurezza sarà ulteriormente rafforzato nei prossimi giorni, come ha annunciato il prefetto Franco Gabrielli che ha disposto la «no-fly zone su tutta Roma» per il periodo del Giubileo, ribadendo la possibilità di abbattimento dei droni «se ve ne fosse necessità». «Da oggi in poi di messaggi ed allarmi ne avremo in maniera industriale», ha sottolineato Gabrielli invitando le «comunità islamiche a prendere una netta posizione, senza se e senza ma» anche collaborando con le istituzioni nell’attività di contrasto. «Che il Paese e Roma siano oggetto di minaccia nessuno lo ha mai nascosto – ha ribadito il prefetto, presentando oggi il logo di Roma per il Giubileo -. Si tratta di una minaccia per alcuni aspetti indefinita. I metodi e le tecniche possono essere le più disparate. Il messaggio ai cittadini è quello di continuare la vita che si attendono. Le istituzioni, dal canto loro, devono realizzare una cornice di sicurezza sapendo che non esiste la sicurezza assoluta nè il rischio zero». Ma l’effetto Parigi a Roma comincia a farsi sentire, l’ansia serpeggia tra romani e turisti che ogni giorno affollano strade e mezzi pubblici della Capitale. Un falso allarme bomba, per un bagaglio sospetto, ha scosso stamani anche l’aeroporto di Fiumicino. E in allarme sono anche gli albergatori romani. «Dopo gli attentati, i tour che passavano per Parigi e arrivavano a Roma sono stati quasi tutti cancellati», avvisa la Federalberghi che lancia un appello alle forze dell’ordine per intensificare i controlli delle strutture abusive. «Ci sono potenzialmente dalle 30 alle 50 mila persone che non vengono ‘censitè», avverte il presidente, Giuseppe Roscioli. «Ora serve mantenere molto sangue freddo e cercare di non sottovalutare nulla», chiosa Gabrielli, il cui messaggio viene ribadito dalla suoneria del suo telefonino, «Don’t worry, be happy».

Il Messaggero