Roma-Torino 3-2, Totti fa due gol da 77 milioni di euro: pazza gioia

Totti NAINGGOLAN 1 ALLA FINE ROMA TORINO

E ora chiedete scusa a Francesco Totti e rifategli il contratto. Non dovrebbe essere difficile, visto che giocherebbe anche gratis e che, segnando due gol negli ultimi cinque minuti, il primo quando era entrato in campo da soli 22 secondi, Francesco Totti potrebbe avere regalato alla Roma 77 milioni di euro. Quelli che il club del presidente d’oltreoceano ha incassato quest’anno partecipando alla Champions League.
Il condizionale serve per due motivi: l’aritmetica non dà ancora la Roma terza, anche se l’Inter ha perso con il Genoa e ora è a -7, e ci sarà il preliminare da giocare a Ferragosto. Ma se la Roma sarà lì, quel giorno, lo dovrà a Francesco Totti. E a chi ha battuto il calcio d’inizio. E a chi ha portato il pallone allo stadio. E a chi ha fatto un tackle nel campionato ‘70-71…
Spalletti ha sbagliato: Totti è la Roma. Il miracolo non sono i due gol. Ne ha fatti tanti: 303 in tutte le competizioni, 247 in campionato. Il miracolo è che dopo il rigore del 3-2, barriere o non barriere, la curva Sud si è riempita di tifosi pazzi di gioia, come non lo erano da tempo. Sono tornati lì, per un attimo, perché lì sotto è andato ad esultare il Capitano.

È stato il finale incredibile della prima partita di serie A giocata senza arbitro. Ci fosse stata la moviola in campo, al posto dell’inadeguato Calvarese e dei suoi assistenti, sarebbe finita in modo diverso. Giusto il rigore del primo tempo su Belotti (fallo di Manolas), clamorosi quelli negati alla Roma nel finale di primo tempo (parata di Gaston Silva) e a inizio ripresa (altro mani di Gazzi), riparatorio quello dell’ultimo minuto, perché Maksimovic (su cross di Perotti) tiene il braccio vicino al corpo. Una Caporetto arbitrale.
La Roma è stata rianimata dai suoi uomini migliori – Totti e Pjanic – entrati dalla panchina in un finale che sembrava portare solo delusioni. Il Torino era in vantaggio 2-1, vanificando per la Roma la vittoria del Genoa contro l’Inter. Era stata fin lì una squadra inguardabile nel gioco e zavorrata dall’arbitro nelle decisioni. Ma i campioni servono a questo: fare quello che gli altri non sanno fare.
Un minuto, un’ora, una parità intera non importa. Francesco Totti non ha mai chiesto il posto fisso, ha sopportato di tutto negli ultimi mesi, resta ancora in attesa che da Boston si degnino di dire cosa deve fare nel prossimo campionato. In questo ha dimostrato non solo di essere ancora un calciatore, ma soprattutto un uomo immenso.
Il Torino, che veniva da tre vittorie consecutive, dopo aver battuto in trasferta l’Inter stava per battere anche la Roma. Glielo ha impedito un ragazzo di 39 anni che è entrato dalla panchina, si è buttato su un pallone come se fosse l’ultimo della sua vita e ha segnato. Tre minuti dopo ne è arrivato un altro. E non ha avuto paura del calcio di rigore. Chissà se qualcuno, a Boston, ha cambiato idea. Farlo è da persone intelligenti.

Corriere della Sera