Roma, Spalletti: “Una vittoria che ci dà serenità”

Luc Spalletti 10 Roma Frosinone

“Corsa sulla Juve? Pensiamo a fare la corsa su di noi e a vincere tutte le partite…”. La vittoria sull’Inter fa ritornare il sorriso a Luciano Spalletti che però di scudetto proprio non vuole sentire parlare: “Dobbiamo trovare ancora i giusti equilibri. Oggi abbiamo vinto una partita contro una grandissima Inter. Entrambe le squadre hanno concesso qualcosa di troppo ma questo dipende anche dalla voglia di fare gol e di vincere le partite. E’ una vittoria importante perché rimette un po’ di cose a posto. La squadra non aveva fatto benissimo in precedenza, era andata a fasi alterne ma questa vittoria ci permette di lavorare in profondità e fare analisi un po’ più dettagliate. Ci sono momenti in cui non facciamo quello che dovremmo fare e cioè provare a giocare la palla e dare un senso a un certo ragionamento di squadra. Invece la giochiamo lunga, ci accontentiamo di difendere e gli altri ci fanno correre senza palla e ci fanno fare faticare”.

BRAVISSIMI DZEKO, MANOLAS E SALAH – Tra i protagonisti di stasera Manolas (“ha uno strapotere fisico che è qualcosa di straordinario”) e Salah (“un grandissimo giocatore, ha questi strappi da 60 metri che ti fulminano. Ogni tanto sbaglia e siccome non fa tantissima fase difensiva, con 2-3 errori in fase di conclusione diventa difficile per la squadra”) ma soprattutto Dzeko: “Abbiamo bisogno di un giocatore così, col suo fisico dà soluzioni diverse alla squadra ma è anche velocissimo e tecnico. A volte manca un po’ di carattere, è un ragazzo sensibile e ha bisogno di sostegno. I cori di oggi per lui sono la miglior spinta che potesse ricevere e avrà più forza nelle prossime partite. Ma da lui mi aspetto più ferocia fisica, alle volte sui palloni va molle”.

DZEKO: CONTENTO MA DEVO ESSERE PIU’ CATTIVO – Il bosniaco conferma: “Mi sento molto bene, sono un altro Dzeko e penso che si vede sul campo. Devo migliorare? Sì, devo fare più gol, per forza. Ne ho segnati 5 ma potevo essere già a quota 10 o 11. Anche oggi ho avuto una o due occasioni per la doppietta. Devo essere più cattivo. Alla fine abbiamo vinto, conta questo”. Il modulo di gioco scelto da Spalletti gli piace: “Ho sempre giocato in coppia con un compagno di reparto, come Grafite al Wolfsburg o Aguero al City mentre la Roma gioca con una sola punta. Ma ci sono anche Salah, El Shaarawy, Perotti e Totti: va bene così. Dopo due sconfitte esterne abbiamo battuto una squadra molto forte: è questa la strada giusta”.

DE ROSSI: FELICE PER EDIN – Daniele De Rossi è contento per Dzeko: “Quando segna siamo tutti un po’ piu’ contenti perche’ sappiamo che soffre certe situazioni. Fa grandi partite, crea occasioni anche se a volte sbaglia. E’ un bravissimo ragazzo e merita di essere felice. Quando segnano quelli piu’ contestati io sono contento. Lo stesso vale per Iturbe, un ragazzo che da’ sempre il 200%. O Totti, la rivincita del genio 40enne”.

IO CAPITANO COME TOTTI – Il centrocampista giallorosso sottolinea l’importanza della vittoria sull’Inter: “Questa vittoria mi fara’ bene anche in Nazionale perche’ ti porti dietro i risultati del club. La vittoria era importante, abbiamo sofferto ma potevamo fare tantissimi gol. E’ questa la strada giusta. Ho attraversato un mese particolare, ho accettato la decisione di togliermi la fascia di capitano (dopo l’espulsione rimediata da De Rossi in occasione del playoff di Champions contro il Porto, ndr), anche se mi ha fatto soffrire. Ma io la fascia me la sento addosso anche se non ce l’ho, anche quando gioca Francesco (Totti, ndr) mi sento uno dei capitani e uno deve comportarsi sempre da capitano anche quando accadono episodi come quello che me l’ha fatta perdere”.

IL NAPOLI E’ UMANO, LA JUVE NO – De Rossi sa che la squadra, però, deve ancora migliorare: “Il nostro campionato mi pare che sia sulla falsariga dell’anno scorso: siamo troppo discontinui. Anche il Napoli è umano. La Juve invece sembra disumana: anche quando fa partite mediocri, e quest’anno le è successo in due o tre occasioni, hanno una solidità, una forza e una cattiveria che le invidiamo. Difende con tutta la squadra, cosa che noi non sempre riusciamo a fare. E’ normale che ci siano tante squadre raggruppate in pochi punti, siamo ancora all’inizio”.

LA CURVA SUD HA RAGIONE – De Rossi si sofferma, infine, sull’ambiente di Roma, che vive come sempre di eccessi, dall’esaltazione alla frustrazione: “Non può essere un alibi. Sopravvalutiamo il ruolo dell’ambiente. Fino a qualche anno fa all’indomani delle partite seguivo i siti, le radio e i giornali. Ho capito solo a 33 anni che sbagliavo. Non dobbiamo ascoltare nessuno. Dobbiamo distaccarci dall’ambiente,
che non è dei più facili. All’Olimpico, però, manca la parte più consistente”, sottolinea riferendosi alla Curva Sud, ancora in sciopero per la questione delle barriere: “Non penso che i tifosi abbiano sempre ragione, ma questa volta ce l’hanno, sia quelli della Roma sia quelli della Lazio. Non è giusto quello che sta capitando, si usano due pesi e due misure, non si fa. Non è un alibi, eh: in casa le abbiamo vinte tutte”.

La Repubblica