Roma, sono 90 i vigili nel mirino ora rischiano il licenziamento

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I casi sospetti ora sono 90. Gli ispettori del dicastero della Funzione pubblica, inviati dal ministro Madia per fare luce sul caso dei vigili assenteisti la notte di Capodanno, sono arrivati in Campidoglio ieri pomeriggio e hanno subito incontrato il comandante della Polizia locale di Roma, Raffaele Clemente. Gli 007 ministeriali hanno iniziato a passare al vaglio le giustificazioni dei quasi 800 agenti che a San Silvestro hanno dato forfait all’ultimo minuto, quasi tutti (oltre il 75%) per malattia. Già ieri sera erano partite le prime 30 lettere indirizzate alla commissione disciplinare del Campidoglio. Per questi casi, che fin da subito sono apparsi i più chiari e più gravi, la legge prevede sanzioni che vanno da una sospensione di undici giorni «fino al licenziamento», spiegavano ieri dagli uffici del sindaco Marino, essendo contestata «la particolare gravità della mancanza disciplinare» rispetto ai contratti di categoria.
«A TUTTO CAMPO»

Ma dalla prima ricognizione è emerso che i dipendenti che si sono assentati senza un’apparente giustificazione sono oltre il doppio dei 44 di cui si era parlato nei giorni scorsi. Circa 90 infatti, spiegavano ieri dal Campidoglio. Su di loro si concentreranno le verifiche dei prossimi giorni, anche se l’indagine congiunta di ministero e uffici comunali sarà «a tutto campo», come spiegato dal vicesindaco e assessore al Personale, Luigi Nieri. Riguarderà quindi tutti i 767 vigili che si sono assentati a San Silvestro. Un’anomalia rispetto ai 132 del 2012 e ai 135 del 2013.
Tutti i casi dubbi diventeranno oggetto di un procedimento disciplinare. Gli interrogatori però non potranno partire subito, come ipotizzato dal Comune. Servono infatti dei tempi tecnici prima delle audizioni: entro venerdì dovrebbe concludersi il lavoro preliminare della task-force investigativa di Comune e Ministero. A quel punto potrebbero partire altre lettere disciplinari. I vigili accusati avranno tre giorni di tempo per presentare una memoria. Se l’integrazione non verrà ritenuta sufficiente dal pool degli investigatori, verrà fissata un’udienza disciplinare, che però non potrà avere luogo prima di altri 10 giorni, per dare modo agli agenti di farsi assistere da un legale di fiducia.
Dopo gli interrogatori potranno partire le sanzioni. Il sindaco Ignazio Marino, fin dall’inizio, ha scelto la linea dura, non escludendo neanche i licenziamenti e chiedendo «punizioni esemplari, giuste ma severe».
SINDACATI SOTTO ACCUSA
Rischiano una sanzione anche i sindacati romani dei “pizzardoni” che, come anticipato dal Messaggero, sono finiti sotto inchiesta da parte dell’Autorità Garante degli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Il garante Roberto Alesse ha spiegato che se gli accertamenti dovessero arrivare a individuare una «regia occulta» delle organizzazioni dei lavoratori dietro le assenze di massa a Capodanno, per le sigle sindacali potrebbero scattare maxi-multe fino a 100mila euro.
DANNO ERARIALE
Del caso dei vigili assenteisti intanto si occuperanno anche Corte dei Conti e Procura di Roma. Ieri infatti è stato depositato un doppio esposto da parte del Codacons che chiede di «accertare eventuali danni erariali e di verificare il controverso aspetto dei certificati medici rilasciati agli agenti malati». L’associazione dei consumatori ha chiesto ai pm di procedere al sequestro di tutte le certificazioni rilasciate in cui si attesta la malattia dei vigili «per risalire ai medici che le hanno prescritte e verificare la rispondenza all’effettivo stato di malattia degli stessi, agendo in caso di illeciti anche nei confronti degli autori delle certificazioni».

Il Messaggero