Roma, scontri tra residenti, CasaPound e agenti alla rivolta anti-profughi: due arresti

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Sedie lanciate, manganelli alzati, caschi in testa, urla, cassonetti incendiati e sassi e pietre scagliati contro la polizia. Tensioni e scontri sulla Cassia nella zona nord della Capitale, precisamente al Casale San Nicola, durante le operazioni di trasferimento di un gruppo di profughi nel centro di accoglienza allestito nell’ex scuola Socrate.

Gli scontri. A poche ore della rivolta di Treviso dove i migranti sono stati trasferiti in una caserma, è scoppiata la protesta anche nella zona nord della capitale. I residenti sono sul piede di guerra, da tempo, supportati da CasaPound. Dopo una trattativa con gli agenti e diverse ore di presidio, la tensione è salita quando è arrivato un camioncino con a bordo alcuni migranti. La situazione è degenerata in pochi secondi: i residenti hanno indietreggiato, gli attivisti di destra sono avanzati indossando i caschi, dai manifestanti sono partiti fischi e slogan “No al centro immigrati”, “andate via”, “è un abuso di potere”. Gli agenti hanno alzato gli scudi e trascinato via alcune persone, poi le cariche: un muro contro muro di CasaPound e degli agenti del reparto mobile tenuta antisommossa, i sassi lanciati contro le forze dell’ordine, le manganellate e cittadini in lacrime. Il bilancio: 14 feriti tra gli agenti, due arrestati, un denunciato, oltre a 15 identificati. Il pullman con a bordo i 19 profughi è rimasto bloccato dietro i blindati, poi scortato ha percorso la strada tra cori di insulti e lanci di bottiglie fino a raggiungere l’ex scuola dove sono entrati insieme a un mediatore culturale. “Non possono stare qui, questa strada è buia e isolata, la polizia non passa mai. In questo quadrante gli stranieri sono già troppi”, ha ripetuto un residente.

La protesta. “Da qui non ci muoviamo. Casale San Nicola deve rimanere agli italiani. Lo difendiamo fino all’ultimo”, aveva commentato il vicepresidente di CasaPound Italia, Andrea Antonini. Nessun passo indietro invece del prefetto di Roma, Franco Gabrielli: “Abbiamo inviato 19 richiedenti asilo ma i residenti della zona hanno fatto un blocco stradale per evitarlo. Ovviamente queste persone entreranno nel centro rimuovendo il blocco. Io cerco sempre il confronto ma se dall’altra parte questo confronto è pretestuoso o delatorio allora mi trovo con le spalle al muro e posso solo andare avanti. A quel punto ognuno si prenderà le proprie responsabilità” ha chiarito il prefetto. Poi dopo gli scontri ha aggiunto: “Ciò a cui abbiamo assistito è una cosa indecente e indecorosa. Auspico che le forze dell’ordine denuncino, in modo tale che queste persone abbiano sulla propria fedina le cose di cui si sono macchiate”.

Sul posto, all’incrocio con la via Braccianese e la Storta, al confine tra XIV e XV Municipio, questa mattina si sono presentati numerosi poliziotti e blindati, la municipale e i vigili del fuoco. Le operazioni sono iniziate sotto il controllo degli agenti, ma, hanno spiegato le stesse forze dell’ordine, “sono da subito risultate difficoltose per l’ingerenza di elementi estremisti che hanno tentato di dissuadere gli ospiti”. L’obiettivo dei residenti era non far passare nessuno. La polizia prima ha avviato una mediazione per cercare di ridurre il numero dei migranti in arrivo. Un dirigente della Questura di Roma ha proposto di fare entrare il pulmino con venti profughi invitando una delegazione dei residenti a recarsi lunedì in Questura per parlare della questione. E offerto agli abitanti un presidio fisso h24 nella zona. I residenti però hanno rifiutato

“Chiediamo l’intervento del ministro Alfano – ha detto Francesca Sanchietti, portavoce del comitato Casale San Nicola – Non è possibile che in un’area dove vivono 250 famiglie arrivino 100 migranti. Qui mancano le infrastrutture”. All’attacco anche Simone Di Stefano, vice presidente di CasaPound, l’associazione di destra che da mesi è presente in zona con un presidio fisso per impedire che l’ex scuola Socrate venga utilizzata come centro d’accoglienza per rifugiati: “Non possono essere i territori a pagare le scelte scellerate del governo. A San Lorenzo si poteva allestire un centro ma non si è fatto più nulla perché è un quartiere di sinistra. Noi siamo contro l’immigrazione da sempre”. Una Mini, in uscita dal comprensorio, ha sfondato il blocco dei manifestanti urtando un’anziana a un ginocchio.

Il trasferimento. E’ stato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, a dare l’ok al trasferimento dei migranti al Casale San Nicola. E dopo i disordini, gli immigrati sono riusciti a raggiungere la ex scuola che li ospiterà. Sono originari del Bangladesh, della Somalia e dell’Eritrea, tutti “schedati e conosciuti” alle forze dell’ordine. Secondo fonti della Questura di Roma, oggi non sono previsti ulteriori arrivi e il presidio andrà avanti “il tempo necessario, come a Tor Sapienza. In quest’area non ci sono problemi di prostituzione, né di rom o di degrado. A Tor Sapienza i cara erano 3, qui uno solo. Le situazioni non sono paragonabili. Queste persone – hanno concluso da San Vitale – devono pur essere accolte”.

Aperta un’indagine. Sarà aperta una indagine sugli scontri, tra la polizia e alcuni manifestanti, tra cui esponenti di Casapound. Sono state acquisite delle immagini video che permetteranno agli inquirenti di fare luce sulla dinamica dei tafferugli e sulle singole responsabilità. Tra le forze dell’ordine si contano diversi contusi. La polizia, in presidio, è pronta a fronteggiare eventuali blitz contro la struttura.

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