Roma, sarà “rimonta impossibile”?

ROMA  PARMA

Il diluvio romano del 2 febbraio consentì alla Juventus capolista di allungare a + 9 sulla Roma e sospese di fatto le velleità ducali di centrare all’Olimpico la quinta vittoria consecutiva in campionato. Nella Capitale qualcuno tirò semplicemente un sospiro di sollievo, altri parlarono di una vera e propria benedizione dal cielo. In quel momento, infatti, i gialloblu erano probabilmente l’avversario più temibile da affrontare. A distanza di due mesi, i presupposti di Roma – Parma non apparivano più gli stessi, con la compagine di Donadoni priva dei suoi pezzi pregiati Paletta e Cassano, chiamata al riscatto dopo le sconfitte contro Juventus e Lazio. Il 4-2 finale in favore dei giallorossi (ora a -8 dalla vetta) ha, poi, confermato le sensazioni della vigilia e definito il quadro della ventiduesima giornata di Serie A. L’affermazione infrasettimanale di Totti e compagni ha rinfocolato il dibattito attorno a quella che lo stesso Rudi Garcia ha rinominato “rimonta impossibile”.

E’ vero, in passato abbiamo assistito a campionati in apparenza ormai chiusi e poi rimessi in discussione a poche giornate dal termine. Il ricordo vola in modo scontato e repentino alla stagione 1999/2000, quando la Lazio recuperò 9 punti alla Juventus. Ma i biancocelesti, prima del pacco dono firmato Carlo Mazzone e Alessandro Calori, vinsero lo scontro diretto a Torino in tempo utile per completare la rimonta (mancavano ancora sei giornate). L’atteso big match dell’Olimpico, arriverà soltanto alla penultima giornata. Prima di allora i giallorossi non dovranno lasciare punti per strada, sperando in un paio di passi falsi della truppa di Conte contro Livorno, Udinese, Bologna, Sassuolo o Atalanta. Per tenere in vita il più a lungo possibile il campionato, la Roma dovrà presentarsi all’appuntamento clou con la Juventus, al massimo con 5 lunghezze di svantaggio e successivamente demolire la contraerei bianconera. Negli ultimi 90’ della stagione, poi, il popolo romanista dovrà appellarsi alla testardaggine dei cagliaritani, probabilmente ormai salvi. Il freddo quadro analitico non lascia spazio a facili entusiasmi colorati di giallorosso. Gli indizi per un eventuale passaggio a vuoto della Juventus portano alla sola trasferta di Udine, con Guidolin costretto al recupero in extremis di Totò Di Natale (distrazione del legamento collaterale) e forse alla gara interna contro l’Atalanta (ma la Juve ha sempre vinto in casa).

Rispetto alla stagione 1999/2000, quando gli zebrati ebbero un vero e proprio crollo, la compagine di Conte ha mostrato finora solo qualche piccolo cedimento. La recente sconfitta con il Napoli sembra superata grazie alla prova convincente in Europa League (successo per 1-0 in casa del Lione) e anche l’apparente periodo di appannamento in campionato è filato via con le vittorie di misura contro Torino (1-0), Milan (0-2), Fiorentina (1-0), Genoa (0-1), Catania (0-1) e Parma (2-1), dove Tevez ha fatto la differenza. Non c’è dubbio, però, che i tre punti conquistati contro il Parma hanno contribuito ad alimentare ancora il sogno scudetto della Roma. Cagliari permettendo, domenica pomeriggio i giallorossi potrebbero ritrovarsi addirittura a -5 dalla Juventus. Una splendida suggestione probabilmente destinata a svanire ventiquattro ore dopo. Lunedì, infatti, i bianconeri affronteranno allo Juventus Stadium un Livorno capace finora di conquistare soltanto 8 punti lontano da casa, ma galvanizzato dal rocambolesco 2-2 interno maturato contro l’Inter. Sarà davvero “rimonta impossibile”?

Gianluca Di Bella