Roma, Sabatini: La luce di Totti non tramonta mai

WALTER SABATINI

ROMA «Totti? Al mio arrivo dissi che era ‘il sole al tramonto che brilla sui tetti di Roma’, perché non si spegneva mai. L’ho detta cinque anni fa e potrei ribadirla oggi, perché non è cambiato. Francesco è ancora in grado di produrre calcio, il punto di domanda è: vuol finire quando è ancora a un livello altissimo o quando non ce la farà più? Al momento lui esprime questa voglia di giocare che è una vera passione per il calcio, anche un po’ adolescenziale, pensa di poter procrastinare.Pallotta? Ha parlato già da diversi mesi con Totti, le situazioni ad oggi sono abbastanza chiare, Spalletti è fuori da questi discorsi. Spalletti allena, quando ha ritenuto ha fatto giocare Francesco, peraltro con ottimi risultati. E tutto quello che si sta concretizzando oggi avviene perché Spalletti lo ha messo in campo». Così il ds giallorosso Walter Sabatini in una lunga intervista a Mediaset Premium.

SU NAINGGOLAN E PJANIC«Conte vuole Nainggolan? Non lo so, con lui non ho mai parlato. Ma devo dire che Nainggolan è un centrocampista universale, forte in ogni parte del campo e in ogni situazione di gioco ed è seguito da tante società forti. Anche da noi (sorride, ndr)…Pjanic? Il giorno in cui lo prendemmo c’era una confusione incredibile, erano i primi tempi della nuova Roma. Eravamo io, Fenucci e Tempestilli in una stanza dell’Ata Hotel. Miralem doveva fare le visite, abbiamo noleggiato un aereo privato per portarlo a Roma, non c’era accordo col procuratore anche. Me lo ricordo bene quel giorno, abbiamo portato giocatori che hanno fatto molto bene, come Borini. Sono particolarmente orgoglioso di Miralem, è un calciatore di alto livello, che risolve le situazioni. Lui viene sembra pensato come un principe del calcio, ma quando si va a controllare il metraggio corre come un mediano di riconquista, ha una corsa qualitativa. Ha 26 anni e ora ha la Roma sulle spalle, mi ha dato gioia. Sta arrivando alla sua piena maturità».

SULLA CHAMPIONS E SU SPALLETTI – «Rimpianti? Non li definirei rimpianti, né c’è rammarico per non aver preso Spalletti prima. In Champions ci rifaremo, speriamo di rigiocarla anche l’anno prossimo, Spalletti è arrivato quando doveva arrivare, ma non credo che la Roma ce l’avrebbe fatta per lo scudetto comunque. Avremmo potuto essere più competitivi, questo sì. Spalletti ha fatto risultati straordinari, ma Garcia ha fatto 155 punti in due anni, era doveroso proteggerlo fino in fondo»

SU PASTORE, BENATIA E CAVANI «Pastore ha 27 anni, è nel pieno della sua maturità, è auspicabile che torni in Italia, ma spero che non torni perché non credo possa venire alla Roma. È un talento puro, un ‘falso lento’, un generoso. Se consiglio Benatia alla Juve? Non posso dare consigli alla Juve, non ne hanno bisogno, non hanno sbagliato nulla. Hanno fatto le scelte giuste al momento giusto.Di Mehdi posso dire che è un giocatore formidabile, parla tanto, lo fa per costruire un grande reparto difensivo. Cavani? L’ho avuto a Palermo. Ma il nostro problema non è il gol, noi siamo l’attacco più forte della Serie A quindi forse non abbiamo quest’esigenza». Chiusura sul futuro: «Se resto alla Roma? Buonasera, grazie a tutti».

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