Roma, pronto il rinnovo per Totti: manca solo la firma

Roma  Fenerbahce

Adesso, manca solo l’annuncio. Francesco Totti giocherà per un’altra stagione nella Roma. L’ultima – almeno questo chiede Pallotta – prima di dedicarsi a una lunga carriera fuori dal terreno di gioco. Per altri dodici mesi, per dirla con le parole di Sabatini, Francesco preferisce restare un vecchio giocatore che diventare un giovane dirigente. Il rinnovo di contratto è pronto. Si aspetta soltanto la ratifica degli accordi, che spetterà al capitano romanista e a Pallotta alla prima occasione utile: forse il 20 maggio ad Abu Dhabi, dove la Roma sarà impegnata in una tournée. Oppure la settimana dopo a Roma. Ovviamente, però, fino a che non saranno messe nero su bianco le firme tra i due non arriverà l’ufficialità. Risolutivi gli ultimi colloqui per superare distanze fino a quel momento molto marcate: Totti firmerà per una stagione a un milione più 2-300mila euro di bonus.

Superato anche lo scoglio della durata del contratto da dirigente, uno degli elementi che nelle ultime settimane aveva contribuito a far slittare la fumata bianca: resterà di 6 anni (Totti avrebbe voluto estenderlo anche fino a 10), come previsto dall’ultimo contratto, e economicamente allo stesso livello del dirigente più pagato di Trigoria. In più verrà definita nello specifico la mansione che dovrà assumere per evitare fraintendimenti tra dodici mesi: forse un incarico nelle giovanili o magari da icona da esportare per rappresentare il club. Si tratterà comunque di un incarico che non lo costringa a restare stabilmente a Trigoria. Condizioni accettabili anche per chi, come Pallotta, ha dovuto faticare per convincersi a stringere la mano a Francesco. E soltanto poco tempo fa ha definitivamente rotto ogni indugio. Ora però anche il presidente vuole una certezza: che tra un anno non debba ritrovarsi nella stessa situazione di oggi.

MANOLAS: “PER VINCERE SERVE ALLENATORE DURO” – “Spalletti? Io ho un bel rapporto con tutti gli allenatori. Lui, come gli altri, vuole vincere. Per far vincere una squadra devi essere cattivo. Se un allenatore non è cattivo i giocatori lo capiscono e succede un casino. C’è sempre bisogno di un allenatore duro”. La pensa così Konstantinos Manolas, intervenendo a Radio. Ora, per il secondo posto, obbiettivo Milan sperando che il Napoli non vinca. “Come tutte le volte dobbiamo fare una grande prestazione. Siamo in una grande società come la Roma e dobbiamo sempre giocare la massimo. Sarà una partita difficile, perché il Milan ha bisogno di punti. Noi ancora guardiamo al secondo posto, anche se il Napoli non ha una partita particolarmente difficile”. Ad ogni modo bisogna provarci fino all’ultimo, come il Leicester. “Vero. A proposito, complimenti a Ranieri che è stato il mio allenatore in nazionale”. Squadra che la Roma potrebbe affrontare il prossimo anno in Champions. “Prima dobbiamo vedere se ci andiamo diretti o attraverso il preliminare. E in caso dobbiamo vedere di passare il preliminare”.

PEROTTI OUT, A MILANO CON DZEKO – A 90 minuti dalla fine la Roma non s’è ancora arresa all’idea di chiudere terza. Il problema è che non le basterà battere il Milan a San Siro, ma dovrà pure sperare nell’impresa del Frosinone a Napoli (basta che pareggino). Il successo a Milano però Spalletti dovrà inseguirlo senza uno dei pezzi pregati della macchina messa a punto nelle ultime 18 gare: Diego Perotti salterà il match che chiude la stagione per un risentimento
gli adduttori. Assenza quasi certa a 48 ore dal match. Assenza che rilancerà dal primo minuto Edin Dzeko, a cui servono due reti per chiudere in doppia cifra la sua prima stagione alla Roma. Saluti anticipati pure per Keita e Vainqueur: entrambi non recupereranno dai rispettivi guai fisici. Il maliano ha di fatto già detto addio alla Roma, anche il francese potrebbe partire in estate. Per tanti altri, l’ora dei saluti è soltanto rimandata.

La Repubblica