Roma, parla Sabatini: “Benatia non può tornare, Florenzi è meglio di Dani Alves”

WALTER SABATINI

Benatia che “non tornerà perché è del Bayern Monaco”. Strootman “che sarà il nostro crack”. Szczesny “che vorrei tenere, ma è difficile”. Florenzi “più forte di Dani Alves”. Garcia “che coinvolgo sempre, su Gervinho mi sono fidato di lui, ma non sempre condivido quello che fa”. La curva Sud “con cui i rapporti si sono incrinati dopo gli sputi ai calciatori”. Walter Sabatini incontra i giornalisti a margine della presentazione del libro “La grande Roma di Liedholm” e in 23 minuti di colloquio serrato risponde a tutte le domande sulla Roma. Di oggi e di domani. Partendo, inevitabilmente, dal mercato.

LA DIFESA — “Benatia è del Bayern Monaco, non tornerà qui perché noi ci fidiamo dei nostri ragazzi. Stiamo recuperando Castan: è troppo facile ora accantonare un ragazzo che ha sofferto, sta facendo il percorso giusto e ci aspettiamo tanto da lui. Rüdiger veniva da un doppio infortunio, ma è un grande calciatore e se non vi fidate di me fidatevi di Löw. Poi c’è il povero e accantonato Gyomber. Ha altezza, velocità, gioco aereo: Gyomber esiste. Poi Garcia fa delle scelte che sono condivisibili o no, anche io a volte non le condivido”.

BILANCIO POSITIVO — La Roma, secondo il suo direttore sportivo, ha una rosa competitiva (“ma per lo scudetto ci sono anche Inter, Juve, Napoli e Fiorentina”) e per questo, a meno di eventi imponderabili, a gennaio non tornerà sul mercato: “Non lo faremo, siamo a posto così. Certo, l’infortunio di Salah è un danno enorme per la Roma, ma tutto sommato il bilancio è positivo. Se avessimo portato via anche un punto da Milano sarei stato più contento”.

DOUMBIA E SZCZESNY — Tra le varie situazioni da mettere a punto ci sono anche quelle sull’attaccante e sul portiere: uno è in prestito al Cska, l’altro è in prestito dall’Arsenal. “Mi piacerebbe tenerlo, ma so che sarà difficile perché conosco Wenger. Per quanto riguarda Doumbia, il Cska non vuole spendere. Ma qualcuno lo comprerà. Cercheremo di onorare un accordo con un’altra squadra (il Beijing, ndr) ma vorrei farci un po’di più (si parla di una decina di milioni dal club cinese, ndr)”.

FLORENZI SUPER, TOTTI TRA UN MESE? — Da chi non è in rosa a chi, invece, sta per tornare: “Totti adesso è in un momento difficile, assiste alle vittorie della squadra e le esalta perché è il primo tifoso: entro un mese tornerà, quando sta bene può cambiare le partite. Florenzi? I giornalisti avevano deciso che non poteva fare il terzino, ma per me è meglio di Dani Alves. A sinistra c’è Digne, invulnerabile, può giocare anche 40 partite. In Primavera c’è Nura, un fenomeno, e Maicon che è un campione incommensurabile”.

ITURBE E LE COMMISSIONI — Sabatini, poi, ha difeso ancora una volta Iturbe: “Deve tornare bambino. Un ragazzo come lui ha bisogno di giocare un calcio antico, liberarsi del frigorifero, che voi e io pagandolo tanto, gli abbiamo messo addosso. Le commissioni? La Roma è una società onesta”. Onestamente, Sabatini riconosce a Garcia i meriti della rinascita di Gervinho: “Aveva la valigia pronta, non abbiamo voluto abbassare le nostre richieste e nel frattempo si è congelata la trattativa (con l’Al Jazira, ndr). L’allenatore è stato molto bravo, mi aveva promesso che Gervinho sarebbe stato importante e io mi sono fidato. È molto migliorato anche sotto porta, un valore aggiunto, come Dzeko, un problema che tutti vorrebbero avere”. A proposito di attaccanti, per Sabatini “Higuain è il più forte al mondo, Icardi è il migliore in Italia dopo Dzeko”.

STROOTMAN E LA CURVA — Battute finali dedicate all’olandese, che oggi per la prima volta è stato ripreso dalle telecamere mentre correva dopo l’operazione di settembre: “Ha una faccia diversa dallo scorso anno, crede di essere sulla strada giusta. Gli brillano gli occhi: ha sofferto le pene dell’inferno. Sarà il crack della Roma, anche al 60%. Se sarà al 100% ad aprile aumenteranno le nostre possibilità di vincere”. Sul rapporto con la curva, Sabatini ha infine ammesso che il rapporto non è più quello di un tempo: “Con tutto il rispetto dei tifosi, visto che lavoro per loro, il mio rapporto con la curva si è incrinato quando hanno chiamato i ragazzi per sputargli. È stato il momento più basso da quando sono a Roma, mi sono sentito a disagio, mai avevo immaginato di subire una cosa del genere. Mi hanno detto che gli avevano chiesto di togliersi la maglia, questo ha cambiato i rapporti”.

La Gazzetta dello Sport