Roma, Pallotta ordina: “Vincere subito”. E Garcia finisce sotto osservazione

Pallotta

Provare a voltare pagina. E anche in fretta. Perché in campionato domenica all’Olimpico arriva subito l’Atalanta, poi ci sarà la trasferta di Torino e, infine, la decisiva sfida di Champions con il Bate Borisov. A Trigoria “non c’è tempo da perdere”, come ha ammonito già ieri notte il presidente Pallotta che, nella consueta telefonata con i dirigenti nel post partita, ha chiesto di “tornare subito a una vittoria convincente”. Il presidente ha gradito poco – ovviamente – non tanto la sconfitta del Camp Nou, quanto il modo in cui è arrivata, e di questi disastri in giro per l’Europa è stanco. Il probabile passaggio agli ottavi (sarebbe la prima volta con la nuova proprietà) è un traguardo obbligato e per questo dovrebbe essere all’Olimpico in occasione della partita finale del girone: abbinando la consueta festa di Natale agli impegni istituzionali, Pallotta farà il punto della situazione con dirigenti e allenatore. Analizzerà tutte le cose che non sono andate da settembre ad oggi, ma farlo con la qualificazione tra le prime 16 d’Europa e, magari, una posizione molto alta in classifica in campionato, renderebbe tutto più semplice. Viceversa, un crollo col Bate o disastri vari in campionato, potrebbero avere esiti imprevedibili in questo momento: Pallotta non ha lanciato ultimatum, ma certo Garcia è sotto la lente di ingrandimento. Più di dirigenti e calciatori.

GARCIA A MUSO DURO — Certamente, il presidente parlerà a lungo col suo allenatore, ritenuto dalla piazza il principale responsabile del rendimento disastroso della difesa e di una squadra che fatica spesso ad entrare in partita. “In Italia vinci perché sei più forte di tanti altri, in Europa lo paghi”, il commento quasi unanime oggi tra radio e social network. Il tecnico sta cercando di isolarsi, è arrivato di prima mattina a Trigoria (dove c’era il solo Baldissoni, Sabatini è a Milano) e, prima dell’allenamento iniziato intorno alle 12.15, con mezzora di ritardo sulla tabella di marcia, ha parlato ai calciatori. Con toni aspri ha chiesto di voltare immediatamente pagina, ha cercato di spronare il gruppo a non lasciarsi abbattere per evitare l’effetto Bayern Monaco di un anno fa, ha cercato di trasmettere energia ai giocatori.

NERVI TESI — I quali, dal canto loro, sono tornati da Barcellona col morale a pezzi, consapevoli della figuraccia fatta davanti a tutto il mondo. Sono i primi a voler evitare il ripetersi di queste situazioni, soprattutto quelli più blasonati, e per questo sperano che il tecnico riesca ad apportare cambiamenti – tattici e motivazionali – in grado di aiutare il gruppo. I calciatori sanno che devono crescere, ma vogliono che il tecnico cresca insieme a loro. Alcuni leader dello spogliatoio, anche in passato, si sono fatti portavoce di questo pensiero, così come si sono fatti portavoce di alcuni atteggiamenti, da parte dei più giovani, da non ripetere. Un esempio: ieri, al fischio finale, dopo i 6 gol presi davanti ad oltre 3mila tifosi arrivati da Roma, alcuni calciatori hanno avuto come primo pensiero quello di chiedere le maglie ai campioni del Barça. Un atteggiamento poco tollerato dai senatori, soprattutto dopo una sconfitta del genere.
DE ROSSI VERSO IL RECUPERO — Contro l’Atalanta, in un ambiente che, almeno all’inizio, non riserverà baci e abbracci alla squadra, dovrebbe tornare domenica Daniele De Rossi. Il centrocampista oggi si è allenato coi compagni, considerando che alla partita mancano 4 giorni, dovrebbe essere lui a guidare il centrocampo al posto di Keita. Con la speranza che non succeda come una settimana fa, quando si bloccò nella rifinitura prima di Bologna.

La Gazzetta dello Sport