Roma, nuovi scontri e tensione alle stelle con gli immigrati Trasferiti 45 minori

TOR SAPIENZA, TROVATO IN STRADA CADAVERE UOMO: UCCISO DA COLPO PISTOLA - FOTO 2

Nascosti dentro un furgone, scortati da agenti in borghese, con la testa bassa, perché gli hanno detto «non fatevi vedere, altrimenti scoppia l’inferno». Se ne sono andati, trasferiti per motivi di sicurezza i 45 minorenni richiedenti asilo ospitati nel Centro di accoglienza di via Giorgio Morandi a Tor Sapienza, un angolo di periferia est di Roma schiacciato dal degrado che da giorni ha scatenato una guerriglia contro gli immigrati. «Abbiamo vinto noi! Via, ma adesso devono andare via tutti» le grida in strada dei residenti che in serata hanno festeggiato a modo loro, facendo esplodere petardi, continuando a chiedere il trasferimento anche dei 30 immigrati adulti rimasti asserragliati nella struttura. Perché non possono uscire, neanche per andare a prendere un caffè nel bar a pochi passi dalla palazzina.
IL CARABINIERE
«Non potete entrare, andate via, qui non è per voi» le grida contro un gruppo di minorenni che insieme ad alcuni operatori della struttura avevano tentato di entrare nel bar. Erano stati “scortati” da un carabiniere che si era offerto di accompagnarli. «Siamo stati “invitati” a non entrare – racconta Gabriella Errico, responsabile del centro – anche le forze dell’ordine erano preoccupate». Il gruppo è tornato sconfitto davanti all’entrata del centro, poco dopo la barista ha portato quattro caffè ai ragazzi. Sembrava un’offerta di pace, ma poco dopo sono volati insulti, spintoni, sono state lanciate bottiglie contro il centro e dalle finestre gli immigrati hanno risposto lanciando oggetti. È stato di nuovo caos nel vialone che martedì sera è stato trasformato in un campo di battaglia, con la manifestazione dei residenti nata spontaneamente degenerata in un attacco alle forze di polizia e al centro di accoglienza. Dopo il nuovo scontro di ieri mattina, la decisione di trasferire i minorenni non accompagnati, dell’Egitto e del Bangladesh. Verranno portati in altri centri di accoglienza, qualcuno fa il nome dell’ex Fiera di Roma, ma si parla anche di struttura in provincia.
LE ACCUSE
La rabbia cresce, i residenti si dicono pronti a «cacciare anche romeni e slavi che occupano case» nel complesso della via. E continuano le accuse contro gli immigrati del centro «responsabili di furti, rapine e aggressioni». C’è poi chi ipotizza che si vogliano mandare via i richiedenti asilo per poi occupare la palazzina, chi dice che sono gli spacciatori a non volere gli immigrati, perché attirano la presenza delle forze dell’ordine. «Non è vero, non siamo noi gli spacciatori, ma loro» hanno continuato a gridare ieri soprattutto le donne, tantissime scese in strada. «I nostri figli devono essere scortati – le parole di Eliana – va bene vivere nella povertà, ma non nella paura». Nel pomeriggio, all’interno del centro gli operatori fanno una riunione con gli immigrati rimasti: «Qui la situazione è insostenibile». Vetri rotti, il controsoffitto devastato. «I minorenni martedì sera avevano paura e hanno staccato delle lastre per difendersi» racconta Emiliano Rugiero, coordinatore del centro. Ai piani superiori un letto sbarra una porta: «È stato messo perché i violenti avevano provato a entrare, sono saliti da una scala esterna antincendio e avevano anche taniche di benzina». La tensione non si scioglie fino a quando anche l’ultimo immigrato minorenne non viene portato via. Ma la rabbia resta. «Devono andare via tutti! tutti» le grida in strada. Ha definito una «sconfitta dei cittadini» invece il trasferimento dei minori, Roberto Torre vicepresidente del comitato di quartiere Tor Sapienza. «In tutto ciò chi paga è il più debole, il cittadino perché paga gli scotti di tutti» ha detto. I residenti, sconfitti soprattutto dal degrado, si definiscono apolitici e promettono contestazioni anche contro l’europarlamentare leghista Mario Borghezio che oggi dovrebbe andare a Tor Sapienza. «Cacceremo anche lui» la promessa dei residenti.

IL MESSAGGERO