Roma, Marino ritira le sue dimissioni: «Voglio confrontarmi con l’Aula»

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Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha ritirato le dimissioni.
Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre, ha fatto sapere in una nota il Campidoglio. «Esiste un luogo preposto alla democrazia, che è l’Aula – ha dichiarato Marino uscendo dal Campidoglio – io sono pronto a confrontarmi con la mia maggioranza parlando delle cose positive, degli errori e della visione del futuro, ma lo farò in quella sede. Stasera parlerò con la presidente Baglio e illustrerò la mia intenzione di avere una discussione aperta franca e trasparente in aula Giulio Cesare».

Il Pd intanto sta raccogliendo le firme per le dimissioni di massa dei consiglieri dem, come deciso durante l’incontro con Matteo Orfini. Hanno già rassegnato le proprie dimissioni l’assessore ai trasporti Stefano Esposito, il vicesindaco di Roma Marco Causi, l’assessore alla Scuola Marco Rossi Doria, quello al Turismo Luigina Di Liegro. l’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Pucci e quello alla Cultura Giovanna Marinelli. «Le mie dimissioni sono già partite, e non credo che sarò il solo», ha detto Esposito. Entrambi erano entrati nella giunta Marino con l’ultimo rimpasto, quello della “fase due”. «Torno al mio lavoro di maestro», ha spiegato invece l’assessore alla Scuola. «Stasera – ha annunciato Marinelli – sarò presente alla Giunta perchè credo sia fondamentale chiudere delle questioni importanti per la Città. Subito dopo rassegnerò le dimissioni»

Questa mattina Esposito aveva dichiarato a “Un giorno da pecora” su Radio due che Marino non aveva mai detto che avrebbe ritirato le dimissioni. «Ci ha lasciato dicendoci che avrebbe riflettuto qualche ora», aveva ribadito.

Sabella intanto precisa che da lunedì tornerà a fare il magistrato. «Evidentemente il sindaco ha fatto le sue valutazioni. Io per lunedì avevo già pagato una ditta di trasloco perché venisse a portare via i miei scatoloni e ora ho speso troppi soldi a causa del Comune di Roma per perdere anche questi – ha dichiarato a Sky – Quindi mi pare che sia abbastanza chiaro, io lunedì torno a fare il magistrato ovviamente. La mia è una valutazione tecnica nel senso che non sarei più in grado di fare approvare i provvedimenti a cui sto lavorando da tanto tempo. L’anomalia di un magistrato in giunta adesso è diventata forte. Stasera parteciperò alla giunta per questioni civiche, perchè è necessario affrontare importanti misure per la città. Nelle ore successive presenterò le mie dimissioni».

Il Pd ha quindi deciso di sbarrare la strada a Marino. Per questo Orfini stamani aveva riunito i 19 consiglieri dem al Nazareno. All’ordine del giorno: le dimissioni di massa del gruppo. Si tratta di 19 voti a cui però andrebbero aggiunti altri 6, almeno, per far decadere l’amministrazione. Firme attese dall’opposizione. In questo modo la mossa di Marino sarebbe vana.

Il consigliere Sveva Belviso, del gruppo l’Altra Destra ha annunciato che «nel caso ci fossero le 25 firme contestuali, sono pronta a dimettermi». A parte la Belviso, anche Daniele Parrucci (Centro democratico), Roberto Cantiani (Gruppo Pdl), Alfio Marchini e Alessandro Onorato, Svetlana Celli (Lista Marino) e Mino Dinoi (Gruppo misto), Sveva Belviso (Altra destra) potrebbero «aiutare» il Pd a cacciare il sindaco Ignazio Marino dal Campidoglio. In queste ore, infatti, dopo aver dato la linea ai consiglieri dem, pronti a dimettersi in blocco in modo da provocare lo scioglimento dell’aula e impedire al sindaco un drammatico faccia a faccia in Assemblea capitolina, è in corso uno scouting forsennato per raggiungere la fatidica quota 25, ossia il numero di consiglieri dimissionari necessario a far scattare lo scioglimento. Per guidare gli «ambasciatori» del Pd, secondo quanto si è appreso, si sarebbero mossi gli uomini più vicini a Renzi fino al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti. Le dimissioni, come prevede il Tuel, per provocare lo scioglimento dell’assemblea dovranno essere protocollate contestualmente da tutti i consiglieri.

Davanti al Nazareno, però, manifestano i supporter del sindaco al grido di “Marino resisti”. «Sono una cittadina – ha spiegato una donna con in mano un cartello -. Stanno sfiduciando il sindaco e sono qui per dargli il mio sostegno».

Si sono poi aggiunte anche due signore. Una ha in bella mostra un foglio con scritto «Io sono un anticorpo», frase che riprende le affermazioni fatte oggi dal chirurgo dem che aveva risposto al presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone dicendo che gli anticorpi a Roma ci sono e vanno valorizzati. «Marino non mollare», si legge invece sul foglio in mano all’altra fan del primo cittadino.

E il sindaco si è recato nell’ex caserma di via Guido Reni dove è prevista la relazione dell’assessore Caudo sulla rigenerazione urbana. Marino se n’è andato in modo da far allontanare dalla sala la folla di cronisti e operatori che lo sta seguendo, consentendo lo svolgimento della relazione. «Me ne vado – ha detto Marino – così si sposteranno anche i giornalisti. Felice di stare qui dove viene presentato il lavoro che ha cambiato Roma».

Il Messaggero