Roma, l’assessore all’Ambiente: “Nessun conflitto d’interessi, in atto ‘golpe’ dei rifiuti”

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“Molte falsità sono state scritte sul mio conto. Primo: io non ho nessun conflitto di interessi; lavorare in qualità di consulente è legittimo”. In un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, a difendersi dalle accuse che la stanno travolgendo negli ultimi giorni, è l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Paola Muraro.

“Sono un’esperta in materia di rifiuti e sostenibilità ambientale e ho prestato le mie competenze per numerose aziende – prosegue – La mia professionalità può incidere positivamente sulla guida del mio assessorato all’Ambiente a Roma. Quello che in qualsiasi azienda, in qualsiasi amministrazione sarebbe considerato un valore aggiunto, cioè competenza ed esperienza, viene usato dai vecchi partiti come fossero elementi negativi, perché tremano davanti alla volontà politica di sistemare i danni che loro stessi hanno causato”.

“Hanno scritto anche del milione di euro per le mie consulenze in 12 (dodici) anni (dal 2004 al 2016) – prosegue – Mi faccio i conti in tasca: corrisponde a una media di 90.880 euro all’anno al lordo di tasse, previdenza, assicurazioni e spese per lo svolgimento dell’incarico. Considerando le ore prestate per la mia attività professionale si ottiene un compenso lordo pari a 76 euro al giorno. Vi sembra una cifra folle? E’ folle la strumentalizzazione che ne fanno! Senza contare che la mia consulenza nella controversia contro il proprietario della discarica di mala grotta, Cerroni, ha prodotto per Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti, un risparmio pari a 900 milioni!”.

L’assessore sottolinea anche che “la cittadinanza assume ora un ruolo cruciale e vincolante per la democrazia: sta ai romani, oltre alle speculazioni dei media e agli anatemi delle opposizioni, comprendere chi è la causa della fase di pre-emergenza che attraversa Roma, chi pur di fare in modo che nulla cambi sceglie di sacrificare la città pianificando un vero e proprio golpe dei rifiuti a pochi giorni dalla vittoria di Virginia Raggi”.

“Mi auguro che la commissione Ecomafie abbia intenzione di sentire anche la sottoscritta domani, 2 agosto 2016, e non a settembre, come già preannunciato. Abbiamo presentato richiesta alla Presidenza. Prima in via ufficiosa poi in via ufficiale. Attendiamo fiduciosi un riscontro positivo” scrive ancora l’assessora all’Ambiente.

“Il sistema di partiti e dirigenti che ha ridotto Roma, le sue vie, i suoi monumenti, le sue periferie in vergognosi esempi di degrado e inefficienza ha paura. Per la prima volta nella storia, questo sistema si trova di fronte un gruppo di persone, dal sindaco Virginia Raggi, alla sottoscritta e a tutta l’amministrazione che ha un solo obiettivo: ripulire la città e liberare Ama da chi l’ha ridotta al collasso. Ci vorrà del tempo per rimediare a quello che hanno fatto e i cittadini ne sono consapevoli” scrive Muraro.

“Mentre noi ci facciamo portavoce dei cittadini e di chi è costretto a lavorare in impianti di trattamento rifiuti in condizioni disumane, come l’impianto di Rocca Cencia – continua – il presidente di Ama Daniele Fortini si fa portavoce dei dirigenti dell’azienda”.

SCONTRO IN AULA – In aula Giulio Cesare, intanto, va in scena lo scontro. Il capogruppo Pd in Campidoglio Michela Di Biase in apertura di seduta, chiede di far chiarezza sull’assessore Muraro sulle sue consulenze di Ama. Richiesta respinta, da parte del presidente dell’assemblea Marcello De Vito, che chiedeva invece per gli interventi di attenersi all’ordine del giorno.

“Sorprende la decisione del presidente d’Aula di non averci concesso la possibilità di chiedere all’assessore”, afferma Di Biase, “di fare chiarezza sui suoi 12 anni di consulenza all’Ama. Sarebbero state molte le domande che avremmo voluto fare alla sindaca che ha sì il compito di governare la città, ma ha anche il dovere di confrontarsi con l’opposizione. Il M5S chiede onestà e trasparenza e poi rifugge dal dibattito”.

“Il Pd che rappresento vorrebbe sapere che ruolo ha svolto l’assessore in Ama per 12 anni, stipendiata con i soldi dei romani. Quando lei lavorava nella municipalizzata, la sindaca Raggi ed io andavamo ancora all’università – sottolinea la capogruppo -. Cosa faceva? Ha avuto altri incarichi di qualsivoglia natura con altre aziende pubbliche o private del settore rifiuti? Esiste e qual è il contenuto di questo dossier che con linguaggio criptico ha minacciato di rendere pubblico?”.

L’assessore, conclude la capogruppo del Pd, “è stata consulente sotto i sindaci Veltroni, Alemanno, Marino e adesso assessore con la Raggi”, e “ha visto passare i governi Berlusconi II, Berlusconi III, Prodi II, Monti, Letta e Renzi. E sempre qui sta. A noi non interessa sapere che ha fatto del suo milioncino. Ma possiamo chiederle di sapere che ha fatto per Roma?”.

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