Roma, incendio al San Camillo: morto un paziente. Lorenzin manda gli ispettori

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Ci sarà con ogni probabilità lunedì un nuovo sopralluogo nella stanza dell’ospedale San Camillo di Roma dove la scorsa notte è morto un paziente che era ricoverato nel reparto Medicina al secondo piano.La stanza è stata posta sotto sequestro. Stamani erano arrivati anche gli ispettori, inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per accertare se nella struttura di via Portuense siano sono state rispettate tutte le norme relative alla sicurezza antincendio. Intanto la direzione sanitaria precisa che i sistemi di sicurezza “sono entrati in funzione immediatamente e il personale dell’azienda ha provveduto a spegnere l’incendio – prima dell’arrivo dei vigili del fuoco – e a evacuare i pazienti in zone sicure. I 17 pazienti sono stati trasferiti nella parte opposta del padiglione”. Per motivi precauzionali gli altri pazienti 40 pazienti dello stesso lato del padiglione sono stati trasferiti in day hospital trasformati in posti di degenza”. Una commissione speciale è stata istituita dalla Regione Lazio con il compito di preparare una relazione dettagliata sui fatti relativi all’incendio. Gli esperti dovranno consegnare la relazione finale direttamente al presidente Nicola Zingaretti entro una settimana.

Le fiamme si sono sprigionate dell’una al secondo piano del padiglione Maroncelli. Sul posto, dopo undici minuti che è stato dato l’allarme al 112, i vigili del fuoco che hanno domato il rogo e sgomberato due piani dell’edificio. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima è un cittadino moldavo di 64 anni, conosciuto dagli infermieri perché è stato sorpreso più volte fumare in stanza: “Potrebbe essere partito tutto da una sigaretta”, spiegano. Mentre secondo un testimone sul letto della vittima “c’era una coperta di pile” materiale altamente infiammabile.

La direzione sanitaria comunque precisa che nella stanza dell’incendio “non erano presenti apparecchiature medicali”. Il letto dove si trovava il malato deceduto, “era di tipo manuale, e come di norma con materasso ignifugo. “Il padiglione – spiega ancora la direzione sanitaria dell’ospedale- come attestato dalla certificazione antincendio, era provvisto di sistemi di protezione antincendio, estintori, impianto di rilevazione fumi, compartimentazione anti fuoco, che hanno impedito il propagarsi del fumo e delle fiamme. Il padiglione è munito di impianti elettrici certificati. Sulla dinamica dei fatti, il paziente ricoverato nella stessa stanza del deceduto ha dichiarato all’azienda di aver visto “il fuoco provenire dal lenzuolo, dalla parte bassa del letto, verso piedi”.

E a dare l’allarme sarebbe stato proprio il suo compagno di stanza, uscito incolume dal rogo grazie all’assistenza di infermieri e guardie giurate intervenute immediatamente.Per la vittima invece, bloccato a letto a causa dell’amputazione di un piede, non c’è stato nulla da fare, gli infermieri e il personale non sarebbero riusciti a portarlo in salvo. Il direttore generale esprime il cordoglio a nome proprio e di tutta l’Azienda per la morte del paziente e le condoglianze ai familiari. Ai pazienti, familiari e operatori coinvolti l’Azienda ha messo a disposizione, fin da subito, un supporto psicologico.

La Repubblica