Roma in ritiro al Foro Italico

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Mini ritiro, a scoppio ritardato, e via. Le telefonate, i colloqui e le trattative (purtroppo bisogna chiamarle così) delle ultime ore avrebbero partorito la punizione soft che accontenta tutti e nessuno: due notti a Trigoria, oggi e domani. Poi, da giovedì, tutti a casa. Non è ancora ufficiale, ma l’orientamento della società giallorossa è questo. Sarà comunicato stamattina al gruppo che, comunque, ha ricevuto qualche messaggio già ieri pomeriggio. Anche Garcia ha dovuto accettare quanto deciso dalla proprietà che, dopo la gara con il Milan, era stata chiara con lui: certe prestazioni non sono più giustificabili. Bisogna dare un segnale. Forte e inequivocabile. Anche alla piazza. Ma, domenica mattina, la frenata improvvisa. Appena 10 minuti di ramanzina, mezzo allenamento blando e due giorni di libertà. Il premio al posto della clausura, tanto per svilire ulteriormente l’immagine del club di Pallotta. Che adesso vuole soprattutto mettere in cassaforte il secondo posto. «Imprescindibile» lo ha definito il ds Sabatini che, spinto dal controllore (del presidente) Zecca e dal dg Baldissoni, ha forzato la mano all’allenatore. L’accesso diretto alla prossima Champions è l’unico obiettivo rimasto e la Roma non si può permettere di vederlo sfumare come è successo con gli altri. In ballo c’è il futuro. Non della squadra. Di tutti.

VERTICE SOCIETARIO –  Il ritiro, per il momento, non è però a Trigoria. Mezza squadra si è riunita a fine giornata al Foro Italico: Totti, Florenzi, Nainggolan, Cole, De Rossi, Paredes, Gervinho, Iturbe, Ljajic e Pjanic, alla presenza dei dirigenti Zanzi, Zecca e Baldissoni, hanno partecipato a un evento benefico. Sabatini si è invece confrontato a lungo con Baldissoni sul momento della Roma. Riunione in sede, allargata pure a Massara (braccio destro del ds), per analizzare le questioni più delicate. Sul tavolo gli aspetti tecnici (mercato compreso) e comportamentali. Si è parlato anche dell’allenatore che, confermato in pubblico sia da Pallotta che dal management italiano, ha comunque evidenti responsabilità sulla gestione dello spogliatoio in questi mesi del 2015. I dirigenti sono preoccupati di come il gruppo sta affrontando la volata Champions. I giocatori danno l’impressione di non vedere l’ora che la stagione finisca. Magari per andar via, essendo in crisi con l’ambiente e, in parte, con Garcia. Ognuno, almeno questa è la sensazione di chi frequenta quotidianamente Trigoria, pensa a se stesso, mettendo in secondo piano la squadra. Il ritiro sarà dunque spiegato agli interessati (incluso il tecnico) facendo riferimento proprio alla coesione da ritrovare nelle ultime 3 gare di campionato. L’intenzione della società è far stare più ore insieme i giocatori.

TECNICO DEPOTENZIATO –  Garcia è rientrato dalla Francia e oggi sarà a Trigoria. Sa bene che la proprietà ha voluto fortemente il ritiro. Chissà come reagirà all’imposizione. Rudi ha provato, ascoltando il parere dei calciatori, a convincere i dirigenti di annullare il provvedimento. Nessuno, del resto, può dimenticare le parole del francese, martedì 28 aprile, prima di spostarsi a Reggio Emilia: «Non portare la squadra in ritiro è una decisione mia, tutte le decisioni sul gruppo sono mie. Possiamo frustare i giocatori, farli dormire nudi per due notti ma a che cosa serve? Magari una volta ha funzionato, ma dieci no». La quinta sconfitta del torneo, con prestazione senza anima e gioco, ne ha però indebolito la posizione davanti al management di Pallotta.

TAM TAM MEDIATICO –  Curioso il retroscena su come la squadra è stata messa al corrente della novità del ritiro. Sabato sera, lasciando lo stadio, diversi giocatori non hanno nascosto il loro disappunto per il clamore riservato all’ipotesi della clausura. Più di uno, e per primi i senatori, si sarebbe lamentato per aver saputo la notizia dai media e non dai dirigenti che l’hanno invece divulgata all’esterno. Parenti e amicic hanno chiamato i giocatori, dopo aver ascoltato le dirette tv da San Siro, per capire se fosse tutto vero. Il programma iniziale prevedeva due giorni liberi: domenica e lunedì. Qualcuno aveva scelto di fermarsi a Milano. Si è, invece, ritrovato sul charter con Garcia e i compagni.

IL MESSAGGERO