Roma, crolla controsoffitto nella stazione: riapre la linea A da Ottaviano a San Giovanni

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Sarebbe stato un pacco batteria staccatosi da un treno a urtare i pannelli di rivestimento laterali della galleria e a portare giù un pezzo di controsoffitto della stazione di piazza di Spagna sulla metro A, provocando quindi lo stop di ore di un lungo tratto della linea. Un convoglio, colpito dai calcinacci, è stato evacuato una volta giunto in stazione e tra San Giovanni e Ottaviano sono stati fermati i treni in entrambe le direzioni. La riapertura è avvenuta alle 15.45, dopo quasi 8 ore di stop, come riferito su twitter da InfoAtac: inizialmente era prevista per le 15 e poi annunciata per le 17 perché sono stati riscontrati danni anche alle stazioni Manzoni e Repubblica. “Le squadre di tecnici Atac, che hanno lavorato in maniera eccellente, mi hanno comunicato che la Metro A riprende il regolare servizio a partire dalle ore 15.45 – ha assicurato l’assessore ai Trasporti di Roma Capitale Stefano Esposito – Colgo l’occasione per ringraziare i tecnici, i dirigenti e i dipendenti di Atac che, in questa giornata difficile, hanno prestato il loro servizio con grande serietà e abnegazione. Chiedo ancora scusa a tutti gli utenti e ai cittadini romani per i disagi subiti”, ha aggiunto.

Nel pomeriggio nuovi ritardi, questa volta sulla linea B “in direzione Rebibbia/Ionio per malore passeggero a bordo del treno in stazione Castro Pretorio”, riferisce su Twitter InfoAtac, che in un tweet successivo precisa: “Metro B: prestato soccorso a viaggiatore bordo treno stazione Castro Pretorio, servizio in corso di normalizzazione”. L’assessore al Patrimonio e Grandi eventi, Alessandra Cattoi, ha comunicato che “si terrà presto una Giunta specifica sull’incidente nella metro A con l’assessore Esposito che ci deve annunciare una serie di provvedimenti di cui dobbiamo discutere”.

Il guasto e lo stop. I passeggeri in mattinata, intorno alle 8, avevano iniziato a sentire strani rumori e tremolii durante il viaggio già dalla stazione precedente (Barberini), poi un forte boato seguito da fumo e puzza di bruciato. “C’è stato uno scoppio, un forte rumore – ha raccontato uno di loro – poi la puzza di bruciato è diventata intensa. Il treno si è fermato poco dopo e siamo scesi. Ho avuto paura, per un attimo ho pensato fosse un attentato”.

E’ stato l’assessore capitolino Stefano Esposito a raccontare meglio la dinamica: “C’è un’indagine in corso per appurare le cause ma intanto mi riferiscono che si è staccato un pacco batterie del treno che poi ha colpito il montante della calotta della galleria”. E di conseguenza ha ceduto la controvolta. “Si tratta di un oggetto di due metri per uno, della grandezza di un comò – prosegue Esposito – Come sia stata possibile una cosa del genere ancora non si sa: o è cedimento strutturale o il pacco batterie è lasciato aperto dopo una manutenzione”.

La ricostruzione di Atac. Da Atac spiegano che il guasto al vano batterie “di uno dei 30 treni Caf che era in servizio sulla linea da circa un’ora e mezza si è verificato per mera fatalità. Dai primi rilievi della Commissione d’inchiesta, presieduta dal direttore di esercizio, si potuto ricostruire che il vano batterie del treno, urtando le doghe di copertura delle galleria, le ha tagliate e disancorate provocandone la caduta – si legge in una nota – dopo questo fatto che ha interessato la stazione di piazza di Spagna l’azienda ha immediatamente sospeso il servizio nel tratto San Giovanni-Ottaviano e istituito un servizio sostitutivo di superficie, con oltre cento navette, mentre venivano inviati gli operatori della manutenzione per accertare le cause dell’accaduto e provvedere alle riparazioni – precisa Atac – Nel corso dei lavori l’azienda ha ordinato l’ispezione della linea e sono stati riscontrati danni alle doghe di copertura anche alle stazioni di Manzoni e Repubblica. Le maestranze si sono quindi dovute adoperare per provvedere anche a questi ulteriori interventi. Non ci sono state comunque conseguenze di nessun tipo per i passeggeri . In nessun momento è stata pregiudicata la sicurezza e i treni sono sempre messi in esercizio nell’assoluto rispetto di norme e regolamenti vigenti”.

L’azienda nella nota “si scusa con la cittadinanza per l’inconveniente che suo malgrado si è verificato e ringrazia i colleghi tutti che hanno lavorato per ridurre al minimo i tempi di interruzione, dai dirigenti ai tecnici e al personale di assistenza alla clientela”. Atac ricorda anche i numeri del servizio metro della Capitale “erogato sulle tre linee A, B-B1 e C per un’estensione complessiva della rete pari a circa 60 km”. “La Linea A, nello specifico, è attiva dal 1980 ed effettua un percorso di oltre 18 km, che viene coperto da capolinea a capolinea in un tempo medio di 41 minuti – ricorda l’azienda – Sulla linea insistono 27 stazioni, quattro delle quali di interscambio con la rete ferroviaria (Valle Aurelia e Ponte Lungo con FS; Termini con FS e Roma- Centocelle; Flaminio con la Roma-Viterbo); il servizio giornaliero viene erogato mediante l’impiego di 30 treni nell’ora di punta”. “Nel 2014 le tre linee sono state utilizzate da oltre 285 milioni di passeggeri, di cui circa il 60% solo sulla linea A, che vede picchi giornalieri superiori a 600 mila passeggeri – conclude la nota dell’azienda dei traporti – I treni in totale a disposizione della linea sono 39 (CAF della serie 300), tutti consegnati tra il 2000 e il 2005”.

Caos traffico. In mattinata, una folla per metà imbufalita e per metà arresa davanti all’ennesimo guasto dei trasporti pubblici si è riversata fuori dalle stazioni metro tra attacchi di panico e di ansia.

I passeggeri hanno preso d’assalto i bus a San Giovanni verso gli uffici di Prati e in zona Termini viaggiando compressi sulle navette. Invasi marciapiedi. In tilt pure il traffico per tutta la mattinata: in molti hanno deciso di tornare a casa e prendere l’auto o la moto. Lunghissime pure le code alle stazioni dei taxi.

Esposito, che proprio stamani stava effettuando uno dei suoi giri “in incognito” sulle metro di Roma, spiega: “Purtroppo siamo appesi alla fortuna. Questa è la situazione. Le infrastrutture delle metro hanno bisogno di un intervento. Ma questo già si sapeva”. “La metro è vecchia – aggiunge – ha più di 40 anni. E’ tutto vecchio in questa città. Sono troppi anni che non si fa manutenzione, non si fa quella ordinaria e straordinaria, e allora non si può pretendere che le cose funzionino a dovere. Spero che non mi riconoscano, altrimenti la gente giustamente mi mena. Ma a Roma ormai ci si appassiona ai libri fantasy, a chi si deve dimettere e chi no, si fa solo pettegolezzo”.

Il Codacons ha intanto presentato un esposto in procura. “Chiediamo di aprire una inchiesta sull’incidente odierno alla luce del grave reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, e di indagare sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle stazioni delle metro, sequestrando presso Atac i contratti di appalto e tutto il materiale utile a capire in che stato versano le stazioni metro della capitale”.

Gli ultimi lavori di manutenzione straordinaria sulla linea A. Erano stati avviati e portati a termine questa estate quando l’orario dei treni era stato anche ridotto per consentire i cantieri notturni. Ma sia l’allora assessore alla Mobilità Guido Improta (“Servono 120 milioni per la manutenzione, così non si può andare avanti”) che l’attuale, Esposito, avevano avvertito: “C’è ancora molto a fare”. “Per il Giubileo – aggiunge oggi – sono stati già stanziati 9,3 milioni di euro ma abbiamo bisogno di altre risorse. Penso una trentina di milioni in più”.

Sulla vicenda intervengono anche i sindacati. “Come da sempre chiediamo, Atac ha bisogno di risorse per una ristrutturazione complessiva anche delle strutture. L’assessore, al posto di intervenire sulla gestione aziendale, si preoccupi di reperire le risorse per rilanciare Atac” afferma Gianluca Donati della Fit Cisl. “Il tema vero è che al sistema della mobilità di Roma negli anni sono state tagliate risorse – commenta la Filt Cgil – Oggi la situazione è grave e va affrontata, altrimenti ogni giorno ci sarà un problema, come in una casa abbandonata che cade progressivamente a pezzi. In questo si inserisce anche la mancanza di sicurezza di lavoratori a due livelli: come persone che lavorano in ambienti in cui c’è scarsa manutenzione, come parafulmini degli utenti arrabbiati per i disservizi. Tutto ciò è drammatico ed è inutile che ci giriamo intorno: è una priorità nazionale”. E Valentina Iori dell’Ugl aggiunge: “Questa organizzazione cerca di sensibilizzare da tempo sullo stato delle infrastrutture metropolitane, che è vicino al collasso. Di recente il segretario nazionale Fabio Milloch ha chiesto a tutti livelli, da ministero in giù, una soluzione. Siamo alla vigilia del Giubileo, si metta mano a questa situazione prima che succeda qualcosa di grave”.

La Repubblica