Roma, caos pioggia danni a Porta Pia E la Domus Aurea finisce sott’acqua

MALTEMPO PIOGGIA 1

ROMA Alla fine la tempesta perfetta è arrivata e Roma si è piegata. Un bollettino di guerra. Allagamenti, buche, voragini che squarciano le strade all’improvviso (persino nei pressi di piazza Navona). Il traffico finisce nel caos – anche perché ieri le scuole sono rimaste aperte e i romani hanno preso le auto – sotto un cielo grigio funestato da bombe d’acqua. La giornata si è consumata con la conta dei danni. Alla periferia sud della Capitale il nubifragio ha fatto esondare il torrente Almone, mandando sott’acqua parte dell’Appia Antica. Con la conseguenza che alcune aziende agricole hanno perso animali (galline, conigli, cani, pecore) annegati dopo l’allagamento di stalle e campagne. E ancora, il grande leccio soprannominato da decenni “Alberone”, presenza simbolo nella zona omonima del quartiere Appio-Tuscolano, è collassato a terra, ferendo una donna. Non sono mancati disagi per i pendolari: anche per la metropolitana, sbarrata per alcune ore la centralissima stazione Repubblica. Tevere e Aniene rimangono sorvegliati speciali, con chiusura delle banchine nei tratti urbani. L’allerta resta alta fino a oggi.
I MONUMENTI
Le piogge abbondanti che si sono abbattute sulla Regina Viarum non sono state clementi. Lo spettacolo ieri mattina era inquietante. Aree archeologiche trasformate in piscine, dissesti nei percorsi di visita. La straordinaria Villa dei Quintili, al V Miglio, appariva sotto almeno quindici centimetri d’acqua. Le sale rivestite di mosaici, affreschi e marmi di quella che due millenni fa era la residenza suburbana del controverso imperatore Commodo, figlio di Marco Aurelio, erano ridotte a grandi vasche. Per tutto il giorno, fino al tramonto, gli operai della Soprintendenza ai beni archeologici di Roma, sotto la guida di Rita Paris responsabile dell’Appia Antica, hanno lavorato nei due ettari della sola area archeologica centrale con le pompe idrovore per aspirare l’acqua. «Ora rimane tutto il fango, che dobbiamo rimuovere velocemente e ripulire gli ambienti», racconta la Paris.
MURA AURELIANE
A fare le spese del maltempo sono state anche le Mura Aureliane, con il crollo di una porzione di muro legato storicamente all’apertura della “Breccia di Porta Pia”. È finito, così, in un cumulo di macerie a terra il ricordo dell’ingresso dei bersaglieri e la fine dello Stato pontificio nel 1870, con annessione della città al Regno d’Italia. Dagli uffici della Sovrintendenza capitolina, che hanno in consegna le Mura di Roma, hanno precisato che il danno «ha riguardato un pezzo di intonaco ottocentesco che si trova all’interno dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede». Una ferita in balia ora di due competenze, come spesso accade ai monumenti della Capitale. Già, perché, come avvertono dal Campidoglio «l’intervento di ripristino nella parte interna delle Mura Aureliane è di competenza dell’Ambasciata», mentre Roma Capitale si è occupata di transennare la parte esterna, per eseguire, «interventi che prevengano altri cedimenti». Da Porta Pia al Colle Oppio.
LA CASA DI NERONE
La Domus Aurea, che oggi avrebbe dovuto aprire, come da programma con le visite guidate al cantiere di restauro, rimane chiusa. Le bombe d’acqua sono state troppo pesanti per la delicata casa di Nerone che sta registrando in queste ore una serie di infiltrazioni che vanno attentamente monitorate per mettere in sicurezza le strutture millenarie. Sospese le visite anche domani. Come spiegano gli archeologi, che ieri hanno condotto sopralluoghi costanti su tutto il monumento ipogeo, nella Domus Aurea si registra un fenomeno di ristagno che potrebbe essere rischioso. Per la sua natura, infatti, il monumento assorbe l’acqua e la fa percolare al di sotto con un ritardo rispetto alle piogge. Chiusi, ieri, i sotterranei del Colosseo, mentre sono rimasti sotto l’acqua le strutture ipogee dell’arena. Off limits anche la Villa di Livia (la terza amatissima moglie di Augusto) a Prima Porta, da poco restaurata per il Bimillenario di Augusto.

IL MESSAGGERO