Roma, cade nel vano dell’ascensore della metro A: muore bambino di 4 anni

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Un bambino di 4 anni è morto dopo essere caduto nella tromba dell’ascensore nella stazione Furio Camillo della metro A di Roma. Il piccolo Marco era con la madre, Francesca Giudice 43 anni, – a bordo forse anche altre persone – quando è salito in ascensore per scendere sulla banchina. L’elevatore però si è bloccato, scene di panico e malori tra i passeggeri. Un addetto alla sicurezza ha provato a mettere in atto una procedura di emergenza, cercando di allineare l’ascensore bloccato a un altro per far trasbordare i passeggeri. Le porte si sono aperte all’improvviso e tra i due elevatori c’era uno spazio al centro di oltre un metro, una sorta di intercapedine che è stata fatale per il ragazzino.

E’ stato un attimo. Il bimbo, forse in preda alla paura, si è divincolato ed è precipitato per 20 metri. E’ piombato nella tromba dell’elevatore, ma quando sono arrivati i vigili del fuoco per il piccolo non c’era ormai più niente da fare. “Insieme ai vigili del fuoco abbiamo soccorso il bambino – racconto un operatore del 118 che per primo è arrivato sul posto dopo la tragedia – Dopo averlo tirato su lo hanno poggiato sulla banchina e ho cercato di rianimarlo ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Certo avere davanti un bambino di 4 anni è stata una scena bruttissima”.

“Sono l’ultima ad essere uscita dalla stazione prima che fosse chiusa – racconta Sara, una studentessa romana – Ho sentito urla e pianti, una situazione agghiacciante, e ho visto un uomo con la divisa tipo da controllore che era steso a terra svenuto nel gabbiotto vicino all’ascensore. Ho chiesto ad un poliziotto e mi ha risposto che c’era stato un incidente proprio con l’ascensore. Poi dall’altoparlante qualcuno, con una tono di voce da persona in preda al panico, ha annunciato che dovevamo lasciare la metro. Ho letto solo dopo che era rimasto ucciso un bambino”.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco oltre a tre ambulanze del 118. La mamma e un’addetta della metro, che ha provato ad aiutare la donna, sono state trovate in stato di choc. La tragedia sembra che si sia verificata mentre erano in corso delle manutenzioni sugli ascensori, per Atac invece “non sarebbe un problema di manutenzione, ma le indagini sono in corso”. Anche il papà del piccolo è accorso sul posto.

“La dinamica è strana – dice l’assessore alla Mobilità, Guido Improta – Sicuramente c’e’ stato un errore dell’agente della stazione che ha posto in essere una procedura che non doveva, forse perchè c’erano condizioni di difficoltà e alla fine c’è stata la tragedia. L’ascensore bloccato è stato affiancato da un altro ascensore e si è cercato di fare un trasbordo delle persone attraverso una botola. Una procedura non codificata”. E, infatti, il regolamento d’esercizio di Atac riporta che “la manovra di emergenza per prestare soccorso alle persone rimaste intrappolate in cabina deve essere eseguita esclusivamente da personale abilitato e addetto alla manutenzione dell’ascensore. Pertanto, l’intervento che ha causato la tragedia nella stazione Furio Camillo poteva essere eseguito solo da personale specificatamente addestrato per questo scopo”. Procedure che per “un eccesso di generosità” – come dice l’assessore Improta – non sono state seguite.

Marino, arrivato sul posto per incontrare la mamma del piccolo, è stato contestato dai cittadini fuori dalla metro: “Buffone, buffone vattene”. Insieme a lui anche l’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. Alla stazione della metro, i vertici di Atac con il presidente Roberto Grappelli, l’amministratore delegato Danilo Broggi e il direttore generale, Francesco Micheli. La Procura, intanto, ha aperto un’inchiesta. Al vaglio i filmati delle telecamere.
Chiusa per tutta la giornata la stazione della metro Furio Camillo. E l’Atac, che ha nominato una commissione d’indagine interna, in un tweet ha consigliato di utilizzare le stazioni Ponte Lungo e Colli Albani.

Le reazioni. Il sindaco Marino: “Il giorno dei funerali del piccolo sarà lutto cittadino a Roma”. “Superato questo momento – dice il prefetto Franco Gabrielli  – ci dobbiamo interrogare su come sia possibile che questo genere di cose accadano e su questo le impressioni a caldo non servono: bisogna approfondire per capire se ci sono delle responsabilità soprattutto perché queste cose non si ripetano”. Un minuto di silenzio durante gli spettacoli nei più importanti luoghi di cultura di Roma: dal Teatro dell’Opera all’Auditorium, Santa Cecilia. Annullati anche tutti i dibattiti alla festa dell’Unità. “Voglio esprimere le mie più sentite condoglianze e quelle della Regione Lazio alla famiglia del piccolo che ha perso la vita nell’incidente avvenuto nella fermata Furio Camillo della Metro A di Roma – dice il governatore Nicola Zingaretti – Si tratta di un evento sconcertante che ci addolora profondamente e sul quale va fatta al più presto piena luce”.  “Un bambino che rimane ucciso andando con la madre a prendere la metropolitana è un episodio di indecente gravità – dice Antonio Affinita, direttore generale del Movimento italiano genitori (Moige) – oltre ad offrire gratuito patrocinio alla mamma, si costituirà parte civile contro il Comune e contro Atac, in merito al tristissimo caso di morte di un bambino di soli quattro anni, per la inadeguatezza delle gestione della sicurezza, nella metro”.

LA REPUBBLICA