Roma, blitz della polizia alla tendopoli del Verano. Tensione e fuggi fuggi tra gli immigrati

POLIZIA 6

Fuggi fuggi di immigrati e controlli di polizia.Tensione alla tendopoli di via Cupa, davanti alle mura del cimitero del Verano. Sono iniziate alle 7 del mattino le operazioni di controllo e di sgombero dell’ultima tendopoli nata nelle vicinanze dell’ex centro Baobab sulla Tiburtina, chiuso otto mesi fa. Negli ultimi giorni, a ridosso del cimitero monumentale è nato un accampamento con un centinaio di tende da campeggio dove hanno trovato riparo circa duecento immigrati arrivati in Italia dopo gli ultimi sbarchi in Sicilia.

I controlli sono scattati nella zona attorno a via Cupa dove sono giunti blindati e auto della polizia. Alla vista delle divise molti stranieri hanno cercato di scappare tra le auto incolonnate sulla Tiburtina. Molti stranieri erano ancora dentro le tende da campeggio e sui materassi sistemati per terra dai volontari delle associazioni che in queste settimane stanno cercando di far fronte all’emergenza.

Poi sono iniziate le procedure per identificare gli stranieri che a gruppi di trenta dovrebbero essere accompagnati all’ufficio immigrazione della questura in via Parini. Non è ancora chiaro se gli stranieri potranno poi far ritorno al Tiburtino. Le forze dell’ordine sarebbero intenzionate a bonificare l’area e a far smontare tutte le tende. Una parte di immigrati potrebbero poi essere trasferita al Cara di Castelnuovo di Porto.

Nel piazzale che costeggia il Verano da giorni dormono all’aperto circa 200 immigrati. Molti sono donne e bambini, in maggioranza somali ed eritrei. Le porte dell’ex centro Baobab sono sbarrate dal 6 dicembre scorso, ma i volontari, che per tutto l’inverno hanno chiesto alle istituzioni l’assegnazione di un altro luogo dove far nascere “un polo in grado di fornire un’accoglienza degna di un paese europeo”, in queste settimane hanno cercato di far fronte all’ennesima emergenza. Una situazione difficie soprattutto dal punto di vista igienico sanitario. E ancora una volta è iniziata la gara di solidarietà dei residenti della zona che hanno portato generi alimentari e vestiario per aiutare gli nuovi profughi di Roma.

I controlli sono stati organizzati con un’ordinanza del questore Nicolò D’Angelo. All’operazione hanno preso parte insieme alle forze di polizia le strutture di accoglienza del comune, dell’Asl e dell’Ufficio sanitario della polizia. “Presenti anche mediatori sociali e conoscitori delle lingue di origine degli Extra-comunitari allo scopo di fornire loro una corretta informazione circa i diritti ed i doveri legati alla legge italiana – si legge in una nota della Questura – L’intervento, che a visto l’identificazione di circa 70 cittadini provenienti da Egitto, Etiopia, Eritrea, Somalia e altri paesi del Nord Africa, ed il foto-segnalamento di 30 di loro, s’inquadra in un più ampio progetto ‘di sistema’, che mira a migliorare le condizioni di ordine pubblico, di sanità e di decoro, dei siti romani interessati alla presenza di immigrati”.

Ma non sono mancate le proteste dei volontari e delle associazioni. “La tendopoli vicino all’ex centro
Baobab è stata sgomberata. In tanti sono stati caricati con la forza sui pullman per essere identificati. Dopo mesi di richieste di aiuto rivolte alle Istituzioni, la soluzione trovata è stata lo sgombero. E’ vergognoso l’uso della forza contro i migranti e i volontari che in questi mesi con generosità hanno continuato a prestare la loro attività. Roma deve tornare ad essere città dell’accoglienza in un momento in cui nel mondo migliaia di persone fuggono da guerre e persecuzioni”. Lo dichiara Gianluca Peciola, esponente di Sel.
Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Fassina di Sinistra Italiana: “Il Baobab, per tanti migranti transitanti che arrivano a Roma per ripartire, è stata l’unica risposta della città. Tante volontarie e tanti volontari hanno dato assistenza, solidarietà,
affetto a queste persone per colmare l’assenza e le inadeguatezze delle istituzioni. Oggi le stesse istituzioni non sanno fare di meglio che procedere allo sgombero delle tende a via Cupa, soluzione emergenziale data l’incapacità dell’amministrazione di trovare un immobile adeguato, nonostante le promesse. Al primo consiglio utile presenterò una mozione per dare vita a un sistema di accoglienza degno di una capitale europea”.

La Repubblica