Roma ai quarti con l’aiutino. Empoli furioso con l’arbitro

ITURBE_ROMA
Finisce con il coro dei pochi, sparuti tifosi empolesi che gridano: “Come la Juve, voi siete come la Juve”. La storia alla rovescia. Una volta qualsiasi accostamento tra la Roma e i bianconeri sarebbe stato considerata blasfemia, invece ultimamente sta capitando piuttosto spesso e non è un caso che i giallorossi escano tra i fischi – i primi veri dell’era Garcia – e i toscani tra le lacrime. Stavolta, d’altronde, il successo per 2-1 della Roma sull’Empoli – che proietta la squadra di Garcia i quarti di Coppa Italia dove affronterà la vincente tra Fiorentina e Atalanta – matura solo grazie a un errore dell’arbitro Di Bello, che al 7′ del secondo tempo supplementare concede un rigore alla Roma – segnato con freddezza da De Rossi – dopo un intervento non falloso di Zielinski su Paredes. Mancava una manciata di minuti alla roulette dei tiri dal dischetto, che la formazione di Sarri aveva meritato dopo aver concluso i tempi regolamentari sull’1-1 grazie alle reti del redivivo Iturbe (5′ p.t.), che non segnava dal 5 ottobre, e del baby sprint Verdi (35′ s.t.).
DUE VOLTI — C’è da dire che la Roma – con in campo la squadra migliore – ha attaccato di più, mettendo in vetrina il portiere Bassi soprattutto nel finale della ripresa, e dove non è arrivato lui è toccato Mario Rui a salvare sulla linea. Ma con Destro ancora una volta opaco, sciupone e fischiato, ed una difesa ormai perforabile (Astori e Skorupski sono entrambi in ritardo sul pari di Verdi lanciato da Vecino), la squadra di Garcia non è piaciuta, nonostante il cambio di modulo (4-3-1-2 al posto del classico 4-3-3) che vede Totti trequartista dietro appunto a Destro e al finalmente efficace Iturbe. L’Empoli invece, che con lo stesso modulo lancia dall’inizio il neo acquisto Saponara, si sveglia con gli ingressi nella ripresa di Zielinski e Verdi, mostrando alla fine una condizione fisica migliore di quella dei giallorossi, tant’è che ripartono ogni volta che possono e non ci pensano proprio ad innalzare le barricate, nonostante la rinuncia ai titolari Sepe, Rugani, Valdifiori e Pucciarelli. Insomma, pur fra qualche sbavatura difensiva (Bianchetti non chiude bene in avvio sul gol di Iturbe) la squadra di Sarri, al solito, gioca e con intelligenza. Morale: va avanti la più forte e quella che forse ai punti ha meritato di più, ma l’errore arbitrale alla fine non può non immalinconire un po’ tutti.
GAZZETTA DELLO SPORT