Roma 2024, Renzi al Cio: “Siamo qui per vincere, la nostra candidatura è fortissima”

EVENTO "TED X FIRENZE: INNOVAZIONE E OTTIMISMO"

“Una candidatura straordinaria, fortissima: e ora tutti al lavoro, pancia a terra perché la prima medaglia che vogliamo vincere a Rio è nel ciclismo…”. Matteo Renzi ha incontrato a Losanna il n. del Cio, Thomas Bach, ed è ancora più convinto che Roma possa avere l’Olimpiade 2024, battendo Los Angeles, Parigi e Budapest. “Per Roma è il momento giusto, viene da una sconfitta pesante nel 2004 e poi dal no del governo Monti. Ma adesso il Governo è qui, ce la metteremo tutta, pancia a terra e pedalare fino al 2017…”. E aggiunge: “Rispetto per tutti, paura per nessuno. Non so se siamo in vantaggio ma la candidatura è fortissima. Grazie a Bach per l’accoglienza, venire qui ed entrare nel cuore del movimento olimpico è sempre un momento di grande emozione. Quella di Roma è una candidatura straordinaria, in Italia qualcuno storceva il naso all’inizio, adesso tutti abbiamo capito cosa vuol dire. Il Governo italiano e il Coni stanno già lavorando perché lo sport rappresenta un pezzo della cultura italiana, si tratta di un grande investimento per il futuro del Paese. In questi casi si dice ‘l’importante è parteciparè ma se poi si vince non rimaniamo certo male” ha detto ancora Renzi.

Nessun problema per il futuro assetto politico della Capitale, chiamata a dover eleggere a breve un nuovo Sindaco. “Roma a giugno del 2016 avrà un sindaco, sono certo che la collaborazione istituzionale con l’attuale commissario e con il futuro sindaco sarà straordinaria”. Il premier invita anche a non pensare “come al solito all’elenco dei problemi. Pensate a Barcellona e Torino, e a come si sono trasformate. Io penso che non ci saranno problemi, se vinceremo noi sarà una straordinaria cavalcata lunga sette anni. Da qui al settembre del 2017 l’Italia è al lavoro pancia a terra per portare a casa le Olimpiadi. Tutti ci rendiamo conto di che grande emozione sarebbe ospitare le Olimpiadi” e Roma “è una città che può coniugare il passato con un’accoglienza di grande livello logistico e infrastrutturale”. Per un eventuale referendum a Roma sulla candidatura Renzi ha replicato: “Non abbiamo nessun tipo di problema in nessun senso”. E a chi gli ha chiesto se Expo può rappresentare una spinta, il premier ha risposto: “Quando l’Italia organizza le cose c’è sempre qualcuno che mette il broncio all’inizio dicendo che non ce la faremo. Poi succede che facciamo le cose e le facciamo bene. Penso che l’Expo sia un simbolo. Expo fino a un anno fa doveva essere in grande scandalo. A distanza di un anno possiamo dire che è stato un trionfo. Le Olimpiadi se dovessero andare nello stesso modo sarei entusiasta. Tuttavia ora c’è un anno e mezzo da correre. La nostra squadra è di altissimo livello e non c’è alcun problema di budget. Io fossi negli avversari avrei timore di Roma e in ogni caso noi c’è la giochiamo fino all’ultimo giorno”. Bach ha elogiato Roma. E Malagò ha ricordato: “Fondamentale è l’apporto del governo”. Il premier ha subito scherzato, al suo arrivo al Cio, facendo riferimento al motto olimpico “l’importante non è vincere ma partecipare”, sottolineando che “noi però siamo qui per vincere”.

Renzi è stato a pranzo con il presidente del Cio Thomas Bach, accompagnato dal suo staff. Con loro la delegazione del Coni, composta dal presidente Giovanni Malagò e dal segretario generale Roberto Fabbricini; il vertice del Comitato promotore Roma 2024, con il presidente Luca di Montezemolo, la coordinatrice generale Diana Bianchedi, la responsabile delle relazioni con gli atleti a livello internazionale Fiona May; i tre membri italiani del Cio: Franco Carraro, Mario Pescante, Ottavio Cinquanta; Francesco Ricci Bitti il presidente dell’Asoiaf, l’Associazione delle federazioni internazionali dei giochi olimpici estivi. “Si tratta di una candidatura molto forte, capace di combinare in modo efficace innovazione e tradizione, con un’attenzione importante alla legacy per i cittadini romani”, ha commentato Thomas Bach al termine dell’incontro.

La Repubblica