Roma 2024, Malagò amaro: “Spesi 13 milioni, non li recupereremo”

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C’è ancora tanta rabbia e amarezza. A confermarlo sono le parole di Giovanni Malagò, presidente del Coni che, dopo il no della Giunta Raggi alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, inizia a fare i primi bilanci di questo fiasco tutto italiano. “Il processo di candidatura si è interrotto da questa settimana – spiega ai microfoni di Radio24 -, sono stati spesi circa 13 milioni di euro. Spese non recuperabili”.

NON C’E’ PIANO B – Non c’è nessun piano B, né la possibilità che qualcosa possa cambiare. “E’ la fine – aggiunge Malagò -. L’alternativa era portare avanti la candidatura a prescindere dal Comune. Ma l’abbiamo scartata. Siamo arrivati a fine corsa”. Alla domanda sul suo stato emotivo la settimana scorsa, al momento di annunciare l’interruzione della candidatura: “Non ho pianto, ma mi sono commosso. Non erano lacrime, forse era qualcosa di peggio. Io ci ho sperato fino all’ultimo”.

RAPPORTI CON CIO ROVINATI – “La rinuncia di Roma pregiudica altre candidature italiane, ormai il Cio è diventato diffidente nei confronti della politica italiana e di chi ha cambiato idea”, assicura Malagò all’indomani della lettera del Cio con cui il presidente Thomas Bach rasserena sul fatto che “i rapporti con l’Italia non saranno intaccati”. Dopo il no del Comune alla candidatura della Capitale, potrebbe ora riaprirsi uno spiraglio per Milano ai Giochi del 2028. “Difficile dirlo – sospira Malagò – Bisogna capire cosa accadrà per il 2024: se vinceranno Parigi o Budapest, che sono europee, oppure Los Angeles, che è americana. Oggi – sottolinea – bisogna recuperare credibilità a livello internazionale”.

DUBBI SUL NUOVO STADIO ROMA – Malagò ha qualche dubbio anche sul futuro dello stadio della Roma. “Viste le motivazioni date in tema di Olimpiadi, credo onestamente che sullo stadio della Roma qualche contraddizione ci potrà essere. Io sono un fautore di ogni realizzazione di infrastrutture sportive. Di discorsi legati a cubature non
mi voglio occupare. Ogni società deve avere un suo stadio”. Nel colloquio con Malagò, tifoso romanista, spazio poi anche per l’argomento “tormentone” Totti. “Non sarei così sicuro che questo sarà il suo ultimo anno – azzarda il capo dello sport italiano -. Ho letto che sta pensando di fare l’allenatore e anche per me è stata una novità. Come sarà la Roma senza di lui? Uno ad un certo momento ci si deve abituare”.

La Repubblica