Rolling Stones il mito a Roma

Rolling_Stones_21

La notte al Circus Maximus (così viene definito nel sito della band) dei Rolling Stones ha tutta l’aria di essere una notte speciale anche per loro. Speciale il luogo, circondato dalle rovine della città imperiale, e speciale la scelta di Jagger e soci di fermarsi in città praticamente quattro giorni. Sono sbarcati ieri pomeriggio, direttamente da Dusseldorf, dove giovedì sera hanno tenuto il loro quinto concerto europeo, a bordo del loro jet privato, un Boeing 767 che ha dipinto sulla carlinga la classica bocca con la lingua che rappresenta il logo storico del gruppo e il loro nome in grandi caratteri, e l’interno allestito come un grande appartamento con tutte le comodità possibili.
TIFOSO
A Roma Mick Jagger (gran tifoso di calcio, ieri ha assistito alla partita dell’Italia: chissà che non sia stata alimentata la voglia di rendere omaggio alla nostra nazionale indossando la maglia azzurra come fece nell’82), Keith Richards, Ron Wood e Charlie Watts si tratterranno fino a lunedì, visto che la tappa successiva è solo mercoledì 25 a Madrid. Del resto, il tour è stato tutto modulato per permettere ai quattro nonnetti del rock di rifiatare, visto che c’è un concerto ogni tre giorni. 
BISNONNO
Un intervallo più che giustificato, stando a quanto fanno sul palco. Il fatto è che i Rolling pur consumati dalla vita e dal successo, quando salgono sul palco è come se prendessero la scossa elettrica: età, malattie, stravizi, odii, rivalità, morti e feriti vengono cancellati, riposti. E, come d’incanto, si libera un’energia travolgente. Specie per quanto riguarda Mick Jagger, vero deus ex machina dello show. Magro come un chiodo a 71 anni (fra un mese) si dimena come se avesse ingurgitato una magica pozione.
Non c’è dubbio: è il bisnonno (la nipotina Assisi ha avuto una bimba un mese fa) più vulcanico del mondo. In genere le scalette alternano all’inizio Jumpin’ Jack Flash o Start me up, e siccome l’altra sera in Germania hanno cominciato con il pezzo del 78 è probabile che a Roma il via sia affidato al secondo, inciso per la prima volta nel 75 ma incluso nell’album dell’81 Tattoo you. Avvio di uno spettacolo sgargiante, sorprendente, decisamente migliore rispetto all’ultima apparizione romana del gruppo, nel 2007 allo stadio Olimpico con il Bigger Bang tour. 
MICK & BRUCE
L’appuntamento al Circo Massimo con Jagger e soci è per le 22 di domani (la chiusura è prevista attorno a mezzanotte) con il cantautore americano John Mayer a fare da anteprima. Intanto, ieri, il solito tam tam di internet ha messo in circolo un piccolo giallo secondo cui Bruce Springsteen sarebbe a Roma, pronto a ripetere l’exploit della data di Lisbona dove è salito sul palco a duettare con gli Stones in Tumbling dice (altri siti, sempre ieri, erano pronti a giurare invece che il Boss fosse a Milano pronto a duettare a San Siro con i Pearl Jam). 
L’unica cosa reale è che Bruce nei giorni scorsi è rimasto nel Vecchio continente, assieme alla moglie Patti Scialfa, per accompagnare la figlia Jessica a Cannes, dove ha partecipato al concorso ippico Jumping international (che si è concluso una settimana fa). Quanto alla foto postata sui siti che ritraeva il Boss a Trastevere, risale a un anno fa.
Segno, comunque, che la febbre cresce. E, ieri, per gli organizzatori Sergio Giuliani e Max Bucci di Rock in Roma è stata giornata di grande impegno. Prima di tutto logistico. 
OFF LIMITS
L’intera zona del Circo Massimo sarà off limits, non sarà possibile seguire il concerto da nessun altro punto se non dall’arena, pagando il biglietto. La scommessa, vinta quella di vendere i biglietti al di sopra di ogni immaginazione (gli Stones non ne hanno mai venduti tanti per un singolo concerto in Italia) è di far funzionare tutto al meglio «e in modo sereno» ci tiene a sottolineare Giuliani perché il progetto è quello di «recuperare il Circo Massimo al suo ruolo centrale di luogo di intrattenimento, come avveniva ai tempi dei romani». Insomma luogo suggestivo, destinato ad accogliere concerti speciali.

IL MESSAGGERO