Rogo a Fiumicino, riapre il terminal 3 aerei dimezzati e passeggeri in coda

Fiumicino

ROMA Il giorno dopo l’aeroporto di Fiumicino appare come un enorme ospedale da campo, con le sue ferite e i suoi feriti: ci sono ancora i passeggeri stesi a terra per riposarsi dopo avere passato la notte nel terminal sperando di potere ripartire in giornata, altri ammassati addosso ai carrelli stracolmi di valigie, mentre l’esercito dei volontari di Adr e Alitalia, 700 uomini e donne, distribuiscono migliaia di bottigliette d’acqua e danno indicazioni. L’aria è irrespirabile alle partenze del Terminal 3, quello dove mercoledì notte è scoppiato l’incendio, e dove ieri mattina l’80% dei check-in era di nuovo in funzione. La polvere nera caduta a terra, la fuliggine sprigionata durante il rogo, attaccano la gola, gli occhi lacrimano, le labbra bruciano. I passeggeri cercano di coprirsi naso e bocca come meglio possono con i fazzoletti, le sciarpe. Gli operatori aeroportuali, i deskisti indossano le mascherine, gli addetti alle pulizie che vanno all’interno (nell’area non accessibile al pubblico) anche le tute. «Devo lavorare altre quattro ore, così non ce la faccio, mi viene la nausea», racconta un’operatrice di una compagnia belga che vuole restare anonima. C’è chi si rivolge alla sanità aerea per chiedere informazioni, due persone vengono visitate e subito dimesse.
CORSA CONTRO IL TEMPO
A Fiumicino le squadro hanno lavorato tutta la notte per riaprire una parte del T3 e Adr ha affiancato loro la società Belfor, leader mondiale nel disaster ricovery, che ha iniziato a bonificare l’area coinvolta nell’incendio, poi provvederà alla rimozione delle strutture bruciate. Entro una settimana l’area imbarchi D del T3 sarà operativa, già oggi potrebbe riaprire un’ala in disuso da tempo, una volta riservata al controllo passaporti, per consentire altri check-in. Ieri sera avevano operato circa il 50% dei voli, circa 500 quelli cancellati durante tutta la giornata. Fino a lunedì il numero dei voli autorizzati da Enac salirà al 60% rispetto alla normale capacità operativa. Alitalia invita i passeggeri a controllare lo stato del proprio volo prima di recarsi al Leonardo da Vinci attraverso il sito, le app o il numero verde. Molte compagnie stanno inviando sms ai viaggiatori comunicando la cancellazione dei voli. I disagi non sono finiti.
Ieri mattina già dall’alba il Terminal 5 solitamente riservato agli imabarchi sensibili per l’America e Israele, è stato preso d’assalto da migliaia di passeggeri in coda, arrivati con le navette dopo il check-in al T3, per i controlli. Chi atterra invece lamenta ritardi nella ricerca dello slot: «Tutto regolare in partenza da San Pietroburgo, poi però abbiamo atteso mezz’ora perché l’aereo “parcheggiasse”», raccontano Marco, romano e la fidanzata russa Sasha.
SELFIE
I turisti in transito scattano selfie e girano video in un settore del T3 ancora inaccessibile coi banchi e il pavimento anneriti: «Tutto questo per un corto circuito? Incredible», dice stizzito un americano mentre twitta all’impazzata. Più sfortunato Mario e il collega Antonio, portoghesi diretti a Lisbona e in transito a Fiumicino: «Qui l’incendio, con la Tap uno sciopero e abbiamo perso i nostri bagagli». Seuso, brasiliano, e la sua famiglia passeranno la notte in albergo: «Siamo qui dalle cinque del mattino, il volo è cancellato, partirermo forse domani, aspettiamo la navetta per l’hotel». Atlantia, la holding che controlla Aeroporti di Roma, fa sapere che «una stima esatta dei danni al momento è impossibile». Garantisce che c’è copertura assicurativa. Dodici i negozi andati distrutti o gravemente danneggiati, tra cui Bulgari, Ferrari, Ferragamo e Sermoneta, danni per milioni di euro.

IL MESSAGGERO