Riscatto Juve Matato il Siviglia

CHAMPIONS_LEAGUE

Alvaro Morata: ancora lui. E sempre lui. Almeno in Champions, dove non sbaglia un colpo: cinque gol di fila, sette nelle ultime nove partite disputate, una testolina magica che spunta quando meno te l’aspetti, vista l’impalpabilità dei precedenti quaranta minuti. La Juve insomma batte il (timidissimo) Siviglia 2-0 (nel finale, gol anche di Zaza) e fa un passo avanti grande così verso gli ottavi di finale di Champions.

Difesa a quattro (ma in fase di possesso, Evra subito propositivo e centrocampista aggiunto) e l’esordio in un match ufficiale da parte di Khedira, assente da due mesi e recuperato in leggero anticipo sui tempi: la Juve si presenta così sotto lo sguardo di Antonio Conte e del sindaco Fassino, quest’ultimo al fianco di Andrea Agnelli. Pogba avrebbe subito una palla interessante, ma il tocco non è granché però nessuno si lamenta: il clima è quello giusto, il pubblico spinge e la squadra appare ordinata e non troppo intimorita da un periodo certo non semplice. Anche Hernanes ci prova da fuori, lanciando quanto meno un segnale di personalità dopo la disastrosa prova di Napoli: è una Juve che insomma fa quel che deve, cambiando spesso lato del campo e trovando in Cuadrado il giocatore cui appoggiarsi spesso per creare superiorità numerica. Da una sua iniziativa arriva anche la prima vera palla gol della serata, quando il sinistro a giro di Dybala dal limite dell’area finisce di poco a lato. Il Siviglia dal canto suo aspetta: ha lasciato a casa Llorente per (presunti) problemi muscolari, ha spedito in panchina Immobile e Gameiro in attacco non lo si vede proprio. Per quanto allo Stadium gli spagnoli abbiano vinto l’Europa League due anni fa, non è che destino chissà quale impressione. Passata la mezzora senza che i due portieri abbiano compiuto chissà qualche intervento, Khedira fa poi capire perché ha vinto tanto in carriera: stop di petto a seguire, assist per Dybala che però a centro area non trova il pallone come vorrebbe e dovrebbe. I tempi però sono quelli giusti per passare: cross di Barzagli dalla destra, testolina magica di Morata su una discreta dormita di Andreolli (proprio lui, l’ex interista sbarcato in Andalusia l’ultimo giorno di mercato) e Rico battuto. Per il numero 9 della Signora, quinto gol consecutivo in Champions League e pokerissimo analogo a quello centrato da un centro Del Piero venti anni fa.

La Juve riacquista colore e lo fa meritatamente, al termine di un primo tempo ben giocato senza avere rischiato nulla. Dybala, grazie a un super velo di Khedira, avrebbe sul piede la palla per il raddoppio appena cominciata la ripresa, ma Rico gli dice no. Entra anche Immobile (fischiatissimo e insultatissimo), ma il Siviglia non dà mai l’impressione di potere arrivare dalle parti di Buffon in maniera pericolosa ed è anzi la Juve a reclamare un rigore per un intervento su Khedira. Quando il tedesco esce (ovazione), la Juve trova anche il raddoppio grazie a Zaza: fuga di 40 metri e più, palla in rete e tutto quasi facile. Come se la vera Signora fosse davvero tornata. Perché lo sia davvero, non resta che battere il Bologna domenica e riprendere la corsa anche in campionato. Dove non tutto può essere considerato perduto ai primi di ottobre.

Il Tempo