Rimborsi ai partiti, 10 milioni per il 2015. Protesta M5S

luigi-di-maio

L’Ufficio di Presidenza della Camera ha approvato la delibera che permetterà ai partiti di ricevere per il 2015 complessivi 10 milioni di rimborsi elettorali. Ad opporsi è stato solo il M5s i cui rappresentanti, Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro, hanno abbandonato i lavori. L’opposizione di M5s nasce dal fatto che la delibera è stata possibile grazie alla cosiddetta legge Boccadutri, che ha consentito l’erogazione senza alcuni controlli da parte dell’apposita Commissione di vigilanza. La cifra dei 10 milioni si riferisce solo al 2015, per quanto attiene ai contributi elettorali. Riceveranno i soldi i partiti i cui rendiconti del 2013 sono stati giudicati regolari e hanno presentato i rendiconti del 2014. I 5 Stelle, contrari all’applicazione della legge Boccadutri, hanno abbandonato l’Ufficio di presidenza e annunciato che presenteranno una diffida. Sempre i 5 Stelle sono gli unici ad aver rinunciato al rimborso.

Partiti: sì Camera a 10 mln finanziamento, M5s protesta
Nel 2012 è stato istituita una Commissione per il controllo dei rendiconti dei partiti, incaricata di controllare anche le spese effettivamente sostenute (fatture, scontrini, ecc). Tale controllo è preliminare e necessario per poter ottenere poi il finanziamento pubblico che il governo Letta, a fine 2013, ha deciso di tagliare progressivamente per scomparire nel 2016. La Commissione deve concludere i controlli entro il 30 giugno, ma quest’anno il suo presidente ha dichiarato ai presidenti di Camera e Senato di non essere in grado di svolgere questo minuzioso controllo sugli scontrini per la carenza di personale. Camera e Senato hanno quindi approvato una legge di Sergio Boccadutri (Pd), che assegna alla Commissione il personale necessario, aggiungendo poi che per il 2013 non sarà necessario il controllo degli scontrini. La Commissione ha quindi eseguito un controllo di legittimità che ha fatto seguito a quello delle società di revisione, obbligatorio per legge.

Il via libera dato oggi dall’ufficio di presidenza della Camera, è conseguente all’applicazione della legge Boccadutri, in base alla quale viene applicata una sorta di sanatoria che consente ai partiti di accedere ai rimborsi elettorali, nonostante l’assenza di uno dei requisiti previsti dalla legge sull’abolizione del finanziamento pubblico, ovvero la relazione della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici.

Di Maio (M5s): diffidiamo Camera da erogare rimborsi ai partiti
All’Ufficio di presidenza di oggi Di Maio e Fraccaro hanno chiesto il parere dell’Avvocatura della Camera, mettendo in dubbio la legittimità della delibera, ma questo è stato negato. Per bloccare l’erogazione M5s ha chiesto di far mancare il numero legale, ma nessun partito ha accettato. Alla fine Di Maio e Fraccaro hanno abbandonato la riunione. «È assurdo e umiliante ratificare una legge che elude i controlli» ha detto Di Maio, il quale ha comunque preannunciato una diffida all’Ufficio di Presidenza a dar via libera alla delibera. L’ufficio di presidenza ha comunque approvato all’unanimità dei presenti la delibera, che porterà a far partire bonifici per complessivi 10 milioni in favore dei partiti. Nei prossimi gironi dovrebbe esserci una analoga decisione del Senato che sbloccherà altri 6 milioni di rimborsi.

Camera: congelate indennità funzioni a dipendenti
L’Ufficio di presidenza della Camera ha deciso inoltre oggi di prorogare il taglio delle indennità di funzione dei dipendenti, con un risparmio di circa 2 milioni di euro. Tale congelamento si protrarrà fino all’approvazione di una nuova disciplina comune a Camera e Senato che renda omogenei i rispettivi importi. Il primo incontro tra le due amministrazioni per giungere a tale armonizzazione è previsto il 28 gennaio 2016.

Il Sole 24 Ore