Riforme, via libera al cuore della riforma: il Senato diventa Camera delle Regioni

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Voto decisivo oggi a Palazzo Madama per le riforme costituzionali. Dopo la bagarre di ieri, scatenata da un gesto offensivo del senatore verdiniano Barani verso una senatrice M5S, questa mattina l’Aula ha ripreso l’esame del ddl Boschi. Approvato con 169 sì, 69 no e 3 astenuti l’emendamento Finocchiaro che modifica l’articolo 2: i consiglieri regionali e sindaci (componenti del nuovo Senato) saranno scelti dai cittadini e poi ratificati dai Consigli regionali. Il via libera è stato salutato da un lungo applauso dei senatori della maggioranza.

Recepito l’accordo di maggioranza
L’emendamento Finocchiaro (sottoscritto dalla presidente della commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro e da tutti i capigruppo di maggioranza e anche dalla minoranza dem, con la firma di Erica D’Adda) stabilisce in particolare che «la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge».

Finocchiaro (Pd): coinvolgimento pieno dei cittadini in scelta senatori
Intervenendo prima del voto al suo emendamento, la senatrice Finocchiaro ha ricordato all’Aula che «a volte camminiamo con il mito di ciò che è stato alle nostre spalle e facciamo bene», perchè questo atteggiamento «è uno stimolo a far meglio», ma «ogni passagio a un sistema» nuovo, comporta sempre «un lavoro faticoso e costoso». Con il nuovo meccanismo di elezione indiretta dei senatori, ha aggiunto sottolinenado i pregi del suo emendamento, c’è «un coinvolgimento pieno dei cittadini nella scelta dei consiglieri regionali che andranno al Senato. La scelta degli elettori sarà sottoposta a una elezione di secondo grado, ma non c’è dubbio che la scelta dei consigli regionali sarà aderente all’indicazione che viene dagli elettori». Una formula che non ammette «ambiguità».

Fedeli (Pd): giornata storica. Schifani (Ap): restituito potere scelta ai cittadini
Per la vicepresidente del del Senato, Valeria Fedeli, l’approvazione della modifica all’articolo 2 fa del 3 ottobre 2015 «una giornata storica» perchè «la maggioranza ha trovato un accordo ampio su un nodo fondamentale che regola il funzionamento della nostra democrazia, ovvero la rappresentanza nel nuovo Senato». «Ora – aggiunge – continuiamo a lavorare per migliorare ulteriormente la riforma per giungere alla sua approvazione nei tempi stabiliti». Soddisfatto anche il presidente dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, Renato Schifani: «Con il voto di oggi possiamo dire di aver restituito agli italiani il potere di eleggere i futuri senatori», con una formula che eviterà « di ridurre il Senato ad una mera appendice delle Regioni».

Minoranza dem: ora prioritario approvare legge elettorale applicativa
A riprova dell’accordo tra renziani eminoranza interna del Pd che ha portato all’emendamento Finocchiaro anche il commento favorevole dei bersaniani Federico Fornaro, Miguel Gotor, Doris Lo Moro e Carlo Pegorer che in una nota sottolineano come ora «gli elettori potranno scegliere i senatori-consiglieri regionali in occasione delle elezioni regionali». La priorità, proseguono i parlamentari , è ora l’approvazione in tempi stretti «della legge elettorale applicativa di questo principio costituzionale e che la norma transitoria sia modificata in modo chiaro e inequivocabile per garantire questo diritto di scelta dei cittadini».

Grillo all’attacco: in riforma non c’è abolizione del Senato
Il via libera all’articolo 3 del ddl Boschi viene invece preso di mira del leader del M5S, Beppe Grillo, che in un post dal titolo ”Gli #impuniti” pubblicato sul suo blog attacca il governo, accusato di occuparsi della riforma «anziche di preoccuparsi degli italiani». Grillo si scaglia anche contro Verdini, «uomo plurindagato e rinviato a giudizio per reati come concorso in corruzione, truffa, bancarotta fraudolenta, appalti e finanziamenti illeciti» e Barani, «che oltre ad essere stato condannato dalla Corte dei Conti si è rilevato anche pubblicamente sessista! Dentro la riforma costituzionale c’e’ la famosa riforma del Senato. Attenzione, riforma e non abolizione (come vorrebbero far credere)».

Approvato l’articolo 2 che definisce la composizione del futuro Senato
A fine mattinata, l’Assemblea ha poi approvato l’intero articolo 2 modificato, che definisce la composizione del futuro Senato. I voti a favore sono stati 160, i contrari 86 e gli astenuti uno. L’articolo è passato, ma senza la maggioranza assoluta di 161 voti. L’esame della riforma e degli emendamenti riprenderà lunedì pomeriggio, mentre il voto finale è previsto per il 13 ottobre.

Il Sole 24 Ore