Riforme, Renzi: “Voto ottobre non su di me, ma se perdo vado a casa”

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Il referendum di ottobre sulla riforma della Costituzione “non riguarda il governo”, ma la volontà di “cambiare la Carta e rendere più semplice la politica”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, aggiungendo: “Se noi saremo bravi a spiegare le nostre ragioni otterremo un consenso, ma il voto sulla persona non c’entra niente. Certo, se perdo lo dico e vado a casa”.

Il giorno dopo il referendum fallito per il mancato raggiungimento del quorum, la questione trivelle sembra tenere ancora banco, ma il Premier, intervistato al Tg1, non sembra intenzionato a rispondere a discutere con le Regioni, alle quali, anzi, non risparmia qualche frecciata. “Io sono convinto che la consultazione sulle trivelle sia finita – spiega -. Il popolo italiano ha parlato. Leggo che chi ha perso spiega che ha vinto ma adesso è ora di impegnarsi a tenere il mare pulito, magari occupandoci dei depuratori, cosa che dovrebbero fare le Regioni. Gli italiani ci chiedono di lavorare non di fare polemiche”.

E a chi gli chiede cosa dirà martedì in Aula in occasione della mozione di sfiducia chiesta dalle opposizioni sull’inchiesta petrolio, risponde che “che siamo i primi a chiedere giustizia, a volere la verità. Chi è colpevole paghi ma sono le sentenze dei giudici a deciderlo, non il sacro blog o un’assemblea parlamentare”.

Spazio anche per un commento sulle prossime amministrative, e anche in questo caso Renzi sottolinea come sia il caso di disgiungere la tornata elettorale dall’azione di governo. “Si vota per il primo cittadino e non per il primo ministro – spiega -, certo alcune scelte locali possono influenzare quelle nazionali. Se a Roma vince il candidato contro le Olimpiadi ci sono conseguenze per il governo nazionale che le Olimpiadi le vuole fare”.

TGCOM