Riforme, Renzi rilancia: la gente tifa per me basta con i tecnocrati

++ Renzi,fondamentale prima lettura riforme entro europee ++

Per il premier Matteo Renzi quella di ieri è stata una giornata intensissima. Tutta dedicata alla Puglia. Dopo aver sorvolato in elicottero il Gargano alluvionato e aver parlato con sindaci e la popolazione nel municipio di Peschici («Non vi lascio soli ma non siete chiusi per lutto ma siete aperti al turismo e allo sviluppo»), Renzi è andato a Taranto e si è occupato del caso Ilva. Poi ha inaugurato la Fiera del Levante a Bari con un lungo discorso e in serata ha anche visitato una fabbrica barese, la Sitael, che è un vero gioiello tecnologico del Sud con la produzione di materiali per le sonde americane spedite verso Marte.
VIAGGIO-METAFORA
Un viaggio-metafora della condizione italiana, fra disastri fisici (Gargano) e produttivi (Taranto) e speranze di spessore altrettanto consistente (Fiera, Sitael e gasdotto Tap). Di fronte a questo profilo Renzi, che ha subito qualche contestazione, ha rilanciato un messaggio intessuto di dinamismo e cocciutaggine condendolo con qualche battuta. Come quella («Vuoi mettere il piacere di essere più a sinistra di Vendola») dedicata alla sua posizione su un palco a lato del governatore della Puglia e leader di Sel.
Il premier alla Fiera del Levante è tornato a battere su uno dei suoi chiodi fissi: il primato della politica. E ha attaccato i tecnocrati: «Dopo anni di ubriacature da soluzioni tecniche e tecnocratiche è il momento che la politica torni a fare il proprio mestiere», ha detto. Poi si è dipinto come: «L’allenatore di una squadra dove ci sono giocatori assai forti, ma non si parlano in campo, non si passano la palla. Poi ogni lunedì c’è il processo, c’è sempre qualcuno che dice che questa squadra retrocede. Oggi rispetto al passato ci sono due novità: primo, c’è un nuovo allenatore e questo ha la testa dura e va avanti senza arretrare di un centimentro, seconda cosa sugli spalti c’è chi fa il tifo perché l’Italia vinca».
Basterà l’ampio consenso per il premier a sciogliere gli intricatissimi nodi italiani? Renzi ha sottolineato che l’Italia ha soprattutto bisogno di crescere perché «non è ripartita».
L’ATTACCO
Ma ha rilanciato la palla all’Europa («Che non è nostra nemica») sfidando il neo presidente della commissione, il lussemburghese filotedesco Juncker, a varare sul serio il piano europeo di investimenti per 300 miliardi e poi alle banche («Se fai il banchiere devi rischiare e prestare i soldi alle imprese»).
Prima del discorso alla Fiera del Levante, Renzi si era molto speso a Taranto sul caso Ilva. Sul quale, accompagnato dal sottosegretario al ministero dello Sviluppo De Vincenti, ha piantato alcuni paletti sottolineando che si tratta di un caso nazionale e che la sua ambizione è quella di avere strutture produttive efficienti e compatibili con l’ambiente. Il premier qui è stato contestato da un gruppo di manifestanti al grido «Taranto libera dall’Ilva».
Renzi ha duramente replicato, infine, con un secco: «Chi dice ”no” non può dire stop» a chi si oppone all’arrivo sulle spiagge pugliesi del gasdotto Tap che parte dal Caucaso. Sul tema il premier ha incontrato un gruppo di sindaci salentini che restano contrari.

Il Messaggero