Riforme, l’altolà di Berlusconi: deriva autoritaria Pd: avanti lo stesso

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«Per come si sta delineando la nuova legge elettorale, con una sola camera eletta dal popolo, con il terzo premier non eletto dagli italiani, avvertiamo il rischio che vengano meno le condizioni indispensabili per una vera democrazia, che ci si possa avviare verso una deriva autoritaria». E’ un allarme rosso quello che Silvio Berlusconi, rompendo il silenzio di questi giorni, sceglie di lanciare dagli schermi del Tg5, ma sa anche di presa d’atto dell’irrecuperabilità di quel patto che accusa Matteo Renzi di aver violato. «Avevamo creduto – lamenta l’ex Cavaliere – di poter fare insieme le riforme istituzionali e la legge elettorale e di avere un presidente della Repubblica condiviso. Ma il Partito democratico non ha rispettato i patti per puri interessi di parte». Vengono poi le critiche di merito all’agenda dell’esecutivo: «E’ inaccettabile che il premier impegni tutti gli sforzi del governo e del Parlamento per affrontare leggi certo di rilievo ma che non hanno urgenza alcuna, vista la drammatica situazione in cui versa il Paese, che ha bisogno di riforme strutturali ben diverse da quelle proposte dalla sinistra».
CONGIUNTURA DIFFICILE
La non facile congiuntura che l’ex Cavaliere deve affrontare lo vede alle prese anche con un fronte interno in piena ebollizione. Di qui la promessa fatta in tv di «lavorare con rinnovato impegno perché il centrodestra possa tornare unito e possa offrire al Paese quelle urgenti soluzioni che finché ho avuto l’onore di presiedere il governo avevano garantito agli italiani più benessere, più sicurezza, più libertà».
La replica del Nazareno non si fa attendere, il vicesegretario Lorenzo Guerini accusa Berlusconi di essere «incoerente tra ciò che dice e ciò che ha votato», e bolla le sue dichiarazioni come «fuori controllo e registro, fatte per tenere insieme il proprio partito. Parlare di deriva autoritaria per il nostro Paese – sostiene il vice di Renzi – è un’affermazione molto grave che mi fa pensare che qualche volta Berlusconi dichiari senza capire il senso delle cose che dice. Sia chiaro – conclude Guerini – che noi andiamo avanti e siamo al miglio conclusivo delle riforme. Mi auguro che FI recuperi l’intelligenza politica necessaria, altrimenti ne prendiamo atto e andiamo avanti nell’interesse del Paese».

Il Messaggero