Riforme e Colle Berlusconi striglia Brunetta e rassicura Renzi

SILVIO BERLUSCONI 3

Dopo indiscrezioni e retroscena che circolavano da giorni sull’intenzione di Silvio Berlusconi di voler rompere il patto dal Nazareno è stato proprio l’ex Cavaliere che ieri con una nota ufficiale ha tranquillizzato Matteo Renzi confermando che rispetterà gli impegni presi un anno fa e di fatto stoppando in maniera plateale («Non è il mio pensiero») gli attacchi lanciati verso il premier da Renato Brunetta.
In 24 ore il premier si rinforza due volte, prima raccogliendo i risultati della direzione nazionale Pd di venerdì che ha tranquillizzato buona parte delle opposizioni interne sull’elezione del presidente della Repubblica e ora con il via libera alle riforme di Berlusconi.
Angelino Alfano invece prova a giocare la partita della vita per non restare isolato proprio dal possibile accordo sul Quirinale tra Pd e Forza Italia mentre dal blog di Beppe Grillo arriva la chiusura ad accordi presidenziali larghi con un post dall’eloquente titolo denuncia: «Il mercato della vacche presidenziali».
La legge elettorale e le riforme istituzionali che il premier vuole anticipare prima dell’elezione del nuovo inquilino del Colle più alto, non porteranno nubi sul patto del Nazareno. Nei giorni scorsi proprio questa decisione sembrava aver accresciuto le opposizioni in Forza Italia e dunque la strategia barricadera di Raffaele Fitto, poi quella di Renato Brunetta che ieri aveva detto che «se (Renzi, ndr) insiste sul calendario con le riforme prima del Colle si andrà ai materassi. Sarà guerra totale» e aveva chiesto di varare immediatamente il decreto fiscale con il Salva Berlusconi provocando forti mal di pancia nel partito a partire dal capogruppo al Senato Paolo Romani. Invece nel pomeriggio di ieri è stato proprio Berlusconi a mettere fine ai retroscena sul suo cambio di strategia scrivendo che «la diversità delle opinioni è il presupposto della democrazia, e non sarò certo io a metterla in discussione» ma assicurando che «sulle riforme necessarie a rendere governabile il Paese abbiamo preso degli impegni che intendiamo rispettare, come sempre abbiamo rispettato la parola data. E questo vale anche per i tempi e le procedure. Stia tranquillo perciò il Presidente Renzi».
CANDIDATO ALL’ALTEZZA
Una dichiarazione che rafforza Renzi che ieri aveva incassato anche il via libera della minoranza sul metodo per scegliere il nome del Quirinale. Ieri Gianni Cuperlo ha detto che «la discussione della direzione Pd è stata seria. Il percorso, il metodo che è stato indicato mi sembra condiviso, condivisibile. E’ stata individuata una delegazione con dei criteri rappresentativi, istituzionali, segretari, vicesegretari, presidenti dei gruppi parlamentari, per consultare le altre forze politiche alla ricerca di una candidatura all’altezza».
Tornando all’elezione presidenziale, però, qualcosa si muove anche nel centrodestra. Berlusconi pur confermando che il patto del Nazareno prevedrebbe anche la sua agibilità politica, non vuole rischiare di rivelarsi irrilevante nell’elezione del presidente della Repubblica visto che Renzi gli ha fatto sapere che se non ci starà, lo potrà eleggere con l’attuale maggioranza e qualche fuoriuscito M5s. E così per la settimana prossima ha messo in calendario un incontro con Angelino Alfano in maniera che tutta l’area di centrodestra si possa presentare alle trattative con un capitale spendibile di circa 200 grandi elettori. Intanto l’M5s si tira fuori dalle trattative. Mentre Luigi Di Maio annuncia che «al toto-nomi non partecipiamo, qualsiasi nome ora fa parte della riffa che serve solo a bruciare nomi e non a trovarne uno adatto», Grillo dal blog si scaglia contro l’eventuale trattativa Forza Italia – Pd, parlando di un «cerchietto magico per le presidenziali» che prevede, «insieme all’agibilità politica che gli verrebbe garantita con la grazia attraverso la legge sulla truffa fiscale» anche il salvataggio della quota di Berlusconi in Mediolanum che «val bene il Quirinale. Il nome non importa, può essere chiunque, fatti salvi gli interessi. E’ il mercato delle vacche. Le Vacchinarie».

Il Messaggero