Riforme, Berlusconi: il testo del governo così è invotabile io padre della Patria

BERLUSCONI

MILANO Si vota per le Europee, ma Silvio Berlusconi parla come se si dovesse votare per il Governo italiano: «Propongo di alzare le pensioni minime a 800 euro, e magari anche a 1000». Decisione che certo non compete a Bruxelles, ma la campagna elettorale del Cavaliere è fatta così visto che nelle sue intenzioni è cominciata la rimonta: «Nei sondaggi non siamo mai scesi sotto il 20 per cento, e comunque arriveremo al 25». Lo dice in tv dalla Annunziata e lo ripete in videoconferenza chiudendo una convention di Forza Italia a Bari.
Stuzzicare Renzi è la sua strategia da qui al voto. O almeno una parte della sua strategia: «Avevo delle speranze su di lui, ma sono deluso. Mi sa che questo governo non dura più di un anno, un anno e mezzo al massimo». Che è un po’ come prendere le distanze anche dagli accordi sulle riforme che i due avevano siglato. Infatti: «Adesso si parla molto della riforma del Senato, ma così com’è stata proposta dal governo è inaccettabile e noi non voteremo il testo se non sarà modificato».
UN PERIODO DIFFICILE
Parla da Milano perché le restrizioni conseguenti alla condanna non gli consentono – la domenica – di uscire dalla Lombardia. La polizia è pure andato a casa sua per i normali controlli: «Non mi sono sentito umiliato. Certo, è un periodo difficile, ma non sono depresso. Anzi, è un periodo eroico». Ripete che presto la storia lo assolverà, che l’onore gli verrà restituito, e che «io sarò mondato e diventerò un padre della Patria poiché che il destino mi ha messo nelle condizioni di essere l’uomo del grande cambiamento del Paese».
Poi ci sono gli argomenti tipici della campagna elettorale: la sinistra che, a suo dire, «vuole mettere una patrimoniale da 400 miliardi di euro», Grillo che «rappresenta un periocolo per la democrazia vista la sua indole autoritaria», i rapporti con la Lega e in particolare con Calderoli «per concordare un quadro di riforme che prevedano anche l’elezione diretta del Presidente della Repubblica». E alla fine anche un inevitabile accenno alla possibilità che la figlia Marina prenda il suo posto alla guida del centrodestra: «Sarebbe perfettamente in grado, ha molte doti, è svelta, preparata, rigorosa. Ma io spero per lei che non accada».

IL MESSAGGERO