Rifiuti, si cerca una nuova discarica

MONDEZZA

Nell’immediato serve un paracadute extralarge da almeno mille tonnellate di rifiuti al giorno. Entro due anni invece bisognerà realizzare una piccola discarica di servizio, per non dipendere solo dai «viaggi della speranza» fuori regione dei rifiuti romani. E l’impianto potrebbe essere trovato anche in provincia. Ecco, in sintesi, la linea dell’assessore all’Ambiente, Estella Marino.
IMPIANTI
Cosa significa paracadute extralarge? Significa evitare di avere i rifiuti per strada, in coincidenza con ogni imprevisto che possa riguardare gli impianti di trattamento di Roma. Poiché i nostri Tmb riescono a malapena a lavorare le 3.300 tonnellate dei rifiuti prodotti, servono alternative e servono in fretta. Ieri l’Ama ha montato a Rocca Cencia il tritovagliatore. Non appena la Regione rilascerà l’autorizzazione, lavorerà circa 200 tonnellate al giorno. Ma in una conversazione con l’agenzia Dire, Estella Marino, ha anche confermato gli scenari anticipati in questi giorni dal Messaggero: possibile accordo con la Rida, la società che gestisce il Tmb di Aprilia (Roma), possibile ricerca di impianti nel resto della regione, possibile accordo con Tmb di regioni vicine, come Abruzzo e Toscana. In tutti questi casi serve la collaborazione della giunta Zingaretti ed Estella Marino ha spiegato: «Abbiamo ridiscusso con la Regione le necessità di Roma Capitale e le azioni necessarie arriveranno in tempi brevissimi. Il sindaco ha chiesto interventi urgenti di tipo strutturale, seppur temporanei, per evitare di trovarci nei prossimi mesi in difficoltà. Il dialogo con l’assessore regionale ai Rifiuti c’è ed è costante».
I TEMPI
Fin qui siamo a ciò che deve succedere entro la fine dell’anno. Poi però c’è il lungo termine, vale a dire cosa fare nei prossimi due anni per chiudere il ciclo dei rifiuti. E si guarda ai progetti, già illustrati, dell’apertura di quattro eco distretti, vale a dire poli industriali in cui si lavora il rifiuto differenziato, con un impatto ambientale molto limitato. Due ipotesi sono già emerse (Ponte Malnome e Rocca Cencia, entrambe nel territorio del Comune di Roma). Per gli altri due si guarda anche nel resto della provincia, tenendo conto che con la nascita della Città metropolitana, il sindaco di Roma avrà poteri ampliati. E qui si arriva all’ultimo tassello: la discarica di servizio. Secondo il presidente dell’Ama, Daniele Fortini, potrebbe non servire; Estella Marino è più prudente, ma anche per la discarica di servizio sostiene che si può guardare oltre ai confini del territorio di Roma, in vista – appunto – della nascita della Città metropolitana. Dove si potrebbe andare? Sono da escludere tutti i terreni, che in un modo o nell’altro, fanno capo a Manlio Cerroni, visto che il Campidoglio è stato chiaro sulla necessità di non continuare con la dipendenza dal Supremo (che ieri, tra l’altro, ha incassato la sospensiva del Tar rispetto allo stop dei finanziamenti per l’inceneritore di Albano): questo sembra far escludere Monti dell’Ortaccio (di proprietà di Cerroni) e due terreni su cui aveva un’opzione, Pian dell’Olmo e Quadro Alto, nei pressi di Riano. Appare difficile che si ritorni a Falcognana, dopo che il sindaco aveva cancellato questa ipotesi. Ci sono due anni per decidere.

IL MESSAGGERO