Renzi:«Stangare chi evade le tasse ma ora norme più semplici»

Matteo Renzi

Tempo scaduto per chi fa il furbo: sarà colpito con durezza, ma lo Stato deve semplificare le norme per togliere alibi a chi non rispetta le leggi. La lotta all’evasione fiscale secondo Matteo Renzi si fa col bastone e la carota. Il premier ha inaugurato ieri l’anno accademico 2014-2015 della scuola di Polizia tributaria della Guardia di Finanza a Ostia illustrando la strategia del governo per combattere l’illegalità. «Bisogna stangare in modo definitivo coloro i quali violano le norme e lo fanno in modo inaccettabile ma allo stesso tempo servono norme più semplici per contrastare la criminalità» ha spiegato il premier aggiungendo che occorre un cambio di approccio nei confronti del cittadino «che si deve sentire moralmente accompagnato dallo Stato che da semplice controllore deve diventare consulente». Dunque si volta pagina rispetto alla stagione dei controlli a tappeto a caccia di scontrini nelle località dei vip perchè, ha detto convinto Renzi, «l’Italia ha bisogno di un sistema del fisco in cui il cittadino non si senta controllato perchè c’è una presunzione di colpevolezza». Tuttavia questa linea più friendly non vuol dire abbassare la guardia o mandar giù il rospo senza reagire. Anzi. Anche perchè i «furbi» finiscono per essere un peso per chi invece, correttamente e «con sacrificio altissimo, le tasse le paga fino all’ultimo cent». «L’evasione – ha ammonito poi il premier ricordando la dimensione del problema – sottrae alla collettività 91 miliardi di euro, quasi sei punti di Pil, e sono anni che ci diciamo che le cose non possono cambiare e che siamo destinati ad avere corruzione ed evasione alte o che i furbi riescono ad avere la meglio. E’ finito il tempo in cui chi si ritiene furbo possa avere la meglio ma serve uno sforzo di semplicità». Uno sforzo affidato in particolare all’impegno della Guardia di Finanza. «Se voi riuscirete nel vostro lavoro a rendere plastico che è cambiato il rapporto tra i cittadini e il grande mondo della Pa voi avrete fatto non solo un servizio al Paese ma a voi stessi» ha detto il capo del governo rivolgendosi agli uomini delle Fiamme gialle. Renzi ha dato una stoccata a Bruxelles affermando che «sarebbe incredibile se la Ue bocciasse le nuove misure introdotte dall’Italia con la legge di Stabilità sulla reverse charge contro l’evasione dell’Iva». Infine un appello di carattere generale. «Per cambiare davvero – ha esortato il premier – servono onore e disciplina da parte di tutti, partendo da chi ha incarichi di governo fino al cittadino comune, vero eroe della quotidianità». Nel corso del suo intervento, Pier Carlo Padoan ha puntato l’indice sui danni che l’evasione fiscale produce nei confronti del sistema economico sottolineando che le risorse che sfuggono alle casse dell’erario «potrebbero essere utilizzate dallo Stato per migliorare il bilancio pubblico, per ridurre la pressione fiscale e per perseguire obiettivi di equità sociale». L’evasione fiscale, ha aggiunto il ministro dell’Economia, «distorce il funzionamento del mercato, perchè pone i contribuenti onesti in una condizione sfavorevole rispetto agli evasori e impedisce l’allocazione ottimale delle risorse».
IL COORDINAMENTO EUROPEO

Per il prossimo anno Padoan ha quantificato in 3,5 miliardi il possibile recupero aggiuntivo di sul fronte della lotta all’evasione fiscale rispetto al bilancio 2014. Ma affinchè il contrasto all’illegalità sia efficace, ha ammonito il titolare del ministero di Via XX Settembre, «le misure unilaterali della legge di Stabilità non sono sufficienti: dobbiamo mettere in campo risposte coordinate a livello internazionale». E in quest’ottica, il ministro ha ricordato che al Consiglio Ecofin dello scorso 14 ottobre «la presidenza italiana ha conseguito l’accordo politico per la revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa che incorpora nella legislazione europea uno standard per lo scambio automatico di informazioni, con effetti dal primo gennaio 2016 e scambi operativi nel 2017 per tutti gli Stati membri». In serata, intervenendo in Senato, Padoan ha ribadito l’impegno del governo a chiudere la delega fiscale «nei tempi previsti». In cantiere, ha ricordato il ministro, ci sono già ( dopo 730 precompilato, catasto e tabacchi) i decreti su abuso di diritto e revisione delle sanzioni.

Il Messaggero