Renzi vuole Errani commissario per la ricostruzione E intanto chiede aiuto a Renzo Piano

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Per ora è solo un’ipotesi. Che il diretto interessato si limita a non commentare. Ma Matteo Renzi avrebbe già deciso: Vasco Errani sarà il commissario per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto. In realtà per trasformare il desiderio del premier in una concreta possibilità servono ancora alcuni passaggi. Il diretto interessato si limita ad un laconico “ho letto i giornali e ora non parlo, devo capire. Prima di parlare devo capire”. Errani è pronto a accettare per spirito di servizio e per aiutare i terremotati, ma non vuole che si dica che la nomina è il frutto di un “risarcimento” nei confronti di un esponente della minoranza dem vicino a Bersani. L’incarico, insomma, deve essere esclusivamente “tecnico” e non “politico”.

Errani  ha già gestito il terremoto che scosse l’Emilia-Romagna nel 2012, quando era governatore. E il “modello Emilia” è stato più volte indicato in questi giorni come esempio positivo. Ma le opposizioni non sembrano affatte convinte di questa scelta. O meglio una parte delle opposizioni.

Secondo Maurizio Gasparri (FI) “il governo fa un passo falso. In Emilia le cose non sono andate molto bene con la ricostruzione post terremoto. Nominare Errani commissario straordinario è più una mossa temeraria e di tipo congressuale per le logiche interne al Pd”. Scettica anche Giorgia Meloni (FdI): “Mi sembrerebbe più sensata e utile la nomina di un Prefetto o di un uomo di Stato rispetto a un esponente di partito che non conosce minimamente il territorio colpito dal terremoto. In ogni caso l’obiettivo è ricostruire e per questo Fratelli d’Italia ribadisce la propria disponibilità a prescindere dai nomi”.

Si spacca invece la Lega. Per Roberto Maroni quella di Errani è “un’ottima scelta”. Ma Matteo Salvini la pensa diversamente: “La Lega c’è, per aiutare in ogni modo i terremotati. Ma nominare Errani per la ricostruzione, con migliaia di emiliani ancora fuori casa dopo 4 anni e migliaia di aziende non risarcite e fallite, è una follia”. Uno scontro, quello tra Maroni e Salvini, che ormai non è più una novità.

Incontro con Piano Intanto oggi Renzi ha trascorso quattro ore con Renzo Piano per parlare della ricostruzione dei paesi terremotati. Accompagnato dalla moglie Agnese, il premier è arrivato in elicottre a Punta Nave intorno alle 13. Subito dopo il pranzo l’architetto ha ribadito le sue convinzioni al presidente del Consiglio: prima l’emergenza dopo il disastro, dopo, imprescindibile, un piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale. Piano ha anche dettato una sua personale scaletta degli interventi: ripartire dalle strutture pubbliche, gli ospedali in prima battuta, le scuole, tutti i presìdi dello Stato che facciano sentire forte il valore della comunità, quindi il privato.

Il Tempo