Renzi: “Verdini? Chi vota le riforme aiuta l’Italia. Canone tv in bolletta a 100 euro”

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, durante la presentazione del libro di Aldo Cazzullo 'Basta Piangere!' al teatro Argentina, Roma, 26 novembre 2013. 
ANSA/CLAUDIO PERI

“Sul Pil avevamo fatto una previsione del +0,7%, nel def l’abbiamo rialzata a +0,9%, ma io credo che arriveremo all’1%”. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervistato a In 1/2 ora da Lucia Annunziata su Rai 3, conferma tutto il suo ottimismo sulla ripresa del Paese. “La situazione – ha aggiunto – va un po’ meglio. Cosa dobbiamo fare? La prima riforma, la più importante, è restituire la fiducia agli italiani. Gli italiani per paura hanno risparmiato 350 miliardi di euro che è una cifra enorme, la paura ci costa 350 miliardi, se rientrasse sul mercato il 10% avremmo una crescita straordinaria”.

Finito il tempo dei furbi. Poi ritorna sulla riduzione delle tasse: l’anno prossimo, insiste, ci sarà “un intervento significato per il lavoro, una riduzione di tasse per le imprese, credo riusciremo almeno in parte ad anticipare al 2016” il taglio dell’Ires, dice, confermando quanto anticipato in un’intervista a Repubblica. “Siccome c’è un clima di fiducia, l’Italia va meglio, interveniamo eliminando la tassa sulla casa e premiando le imprese che investono. Per la prima volta si abbassano le tasse in questo Paese”, continua e aggiunge: “Le tasse le abbassiamo e le pagano tutti e chi è onesto paga meno: in Italia è finito il tempo dei furbi”.

Il presidente esclude, poi, l’ipotesi di tagliare l’Ires solo per le imprese del Sud, perché “non si può fare, era un’ipotesi in campo, ma sarebbe aiuto di Stato”, così come ribadisce che la digital tax dovrebbe essere fatta a livello europeo: “L’ideale sarebbe farla a livello europeo – ha aggiunto Renzi -, dobbiamo evitare di farla percepire come una tassa sull’innovazione”.

Canone Rai. Di abbassamento del canone Rai si era già parlato l’anno scorso, ora Renzi torna alla carica e afferma che peserà meno sulle finanze delle famiglie, passando da 113 a 100 euro: “Dal prossimo anno ci sarà una riduzione del canone e diciamo che lo devono pagare tutti: credo che lo strumento che verrà scelto sarà la bolletta. Chi è onesto – ha concluso – paga meno”. L’onere sarà probabilmente legato quindi non più al possesso del televisore, ma allo smartphone, al tablet, o al pc: tutti strumenti che oggi consentono di vedere i programmi Rai. L’obiettivo è sconfiggere un’evasione stimata intorno ai 500 milioni di euro.

Niente più blitz a Cortina. E, continuando a parlare di tasse, il premier sottolinea che “per la prima volta” seguiamo “il sacro principio: se tutti pagano si paga meno”. Stiamo lavorando “sull’evasione interna ed esterna con uno sforzo per emergere i capitali portati all’estero e far pagare le tasse a tutti”. “In passato – aggiunge – qualche governo ha fatto una scelta diversa. Prendeva i finanzieri e gli faceva fare la posta fuori dei negozi di lusso, come a Cortina. È un meccanismo sbagliato perché fa pensare a uno stato di polizia”. Con la tecnologia di oggi “basta incrociare i dati”. Serve più “semplicità”, ha insistito.

Capitali all’estero. “Con la voluntary disclosure – ha detto Renzi – il primo anno un miliardo e mezzo è già entrato. Sul prossimo anno saremo molto prudenti, metteremo a bilancio 2-2,5 miliardi. Ma non sarei sorpreso se fossimo vicini ai 5 miliardi grazie all’accordo con la Svizzera”.

Lavoro. Il presidente del Consiglio ha anche fatto il punto sui risultati ottenuti grazie al Job Acts, ripetendo come abbia “creato più diritti” e stia cambiando il mondo del lavoro. È una misura, aggiunge, “che apprezza l’Europa e il mondo”. Il premier conferma però la stretta alle agevolazioni per le imprese sulla contribuzione: “Gli incentivi per le nuove assunzioni saranno certamente ridotti perché funzionano solo se sono una tantum, sennò diventano una sorta di metadone”.

Spending review. Renzi si dice poi soddisfatto dei risultati ottenuti con la spending review: “La revisione della spesa funziona, sta andando e sta andando bene ma non butto via il bambino con l’acqua sporca: taglieremo mille poltrone e non la Sanità”, ha precisato.

Riforme. L’intervista ha toccato anche i tempi delle riforme. Interpellato sul sostegno da parte di Denis Verdini e del gruppo Ala, il premier ha risposto: “Chi appoggia le riforme aiuta l’Italia. I senatori che stanno con Verdini le riforme le avevano già votate: l’incoerenza non è di chi sta votando le riforme, ma di chi ha cambiato idea”. La destra, ha aggiunto, è molto in crisi e frammentata: “Verdini come i senatori di Alfano ed altre forze della destra che si sono spezzettate”, dimostrano che, ha dcetto Renzi, “alla destra c’è una situazione talmente divisa” che è “un problema di Berlusconi” e non dei verdiniani “se lì dentro stanno litigando tra loro”.

A distanza, intervistato da Maria Latella su SkyTg24, il senatore Denis Verdini ha parlato quasi contemporaneamente al premier, precisando che “con Renzi non ci siamo scelti”, ma che in questo scenario “le coalizioni servono”. Poi ha definito ‘nuova’ la “situazione con Renzi, che non ha un atteggiamento becero, a volte è anche liberista, forse è solo un po’ in ritardo nelle riforme”.

La Repubblica