Renzi travolge Grillo: più 20%

RENZI

ROMA A urne ancora calde e a spoglio in corso, le elezioni europee hanno un trionfatore: Matteo Renzi. E uno sconfitto: Beppe Grillo. Il premier, lo sfidato, ha stracciato ogni record. In base alle proiezioni Ipr per la Rai il Pd avrebbe incassato il 41.5%: oltre 8 punti in più di quel 33.4% fatto segnare da Walter Veltroni nel 2008. Non solo, rispetto agli altri Paesi europei, Renzi può vantare anche il record del partito di governo più in crescita e in migliore salute. Solo la Dc del Dopoguerra superava il 40% dei voti.
Grillo, che perfino al seggio ieri aveva detto che il suo obiettivo «è fare qualcosina in più del Pd», esce invece a pezzi. Aveva il 25,6% un anno fa, ora si fermerebbe al 21.5, oltre venti punti sotto a quel Pd che voleva superare. Una sorta di plebiscito per Renzi e una sonora stroncatura per il comico genovese che, comunque, si attesta al secondo posto. Staccato di 25 punti dalla vetta (un’enormità) si sarebbe piazzato Silvio Berlusconi che per la prima volta, in vent’anni, aveva atteso il risultato senza coltivare alcuna speranza di vittoria.
Se i dati verranno confermati, per Renzi e il suo governo, per il Pd, è un vero trionfo. «Un risultato storico». Il premier puntava al sorpasso ai danni dei Cinquestelle rispetto alle politiche 2013 (erano 25,4% a 25,5%). Ma venti punti di distacco sono molto di più di un sorpasso. Sono per Renzi «qualcosa da non credere» e per Grillo una sconfitta clamorosa. Segno che i toni del leader Cinquestelle hanno spinto parte dell’elettorato moderato a scegliere Renzi, considerato come un argine al “pericolo Grillo”. I democrat inoltre dovrebbero portare nell’Europarlamento più deputati (31) di quanti ne porteranno gli altri partiti collegati al Pse. E questo dovrebbe dare al premier un buon margine di manovra sia nella partita per la Commissione (anche se a prevalere sembrano essere stati i popolari del Ppe), sia per ammorbidire il rigore caro alla Germania.
Il trionfo di Renzi, per come Grillo ha giocato la campagna elettorale, è una debacle clamorosa per i Cinquestelle. Senza contare che il 21.5% conseguito dal comico genovese (se confermato) in termini assoluti rappresenta, a causa dell’astensione, anche un fortissimo calo del numero dei suoi elettori: circa 2 milioni di voti in meno. Tuttavia c’è da osservare, dopo i risultati incerti alle elezioni amministrative del 2013, che i Cinquestelle si dimostrano un partito abbastanza solido. Non un semplice fuoco di paglia.

DESTRA IN CRISI
Il dato di Forza Italia, pari al 16.5%, è devastante se si guardano le elezioni europee del 2009, quando Berlusconi incassò il 35,3%. Ma rispetto a un anno fa, quando il Pdl tutto insieme prese il 21,6%, l’ex Cavaliere sarebbe riuscito a limitare almeno in parte i danni, nonostante non si sia potuto candidare a causa della condanna definitiva.
I primi risultati non fanno luce invece sulla performance del Nuovo centrodestra. Il partito di Angelino Alfano è dato al 4.3%. Se il dato dovesse essere confermato, se il Ncd riuscirà a superare la soglia di sbarramento, Alfano potrà parlare di buon risultato. Sotto, sarebbe un brutto colpo. Lo stesso discorso vale per i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, attestati al 3.4%, lo 0.6% sotto la soglia della sopravvivenza. La sinistra incarnata dalla Lista Tsipras, dopo anni di sconfitte secche, annusa invece una buona affermazione. Le proiezioni la danno intorno alla soglia del 4%. Comunque al di sotto della somma dei voti incassati da Sel (3.2%) e da Rivoluzione civile (3.3%) un anno fa.
Buona invece l’affermazione della Lega. La nuova leadership di Matteo Salvini e la linea anti-europea sembrano aver dato nuovo slancio ai lumbard che avrebbero incassato il 6.0%, due punti in più rispetto a un anno fa. Ma ben al di sotto di quel 10,2% preso alle europee del 2009. Non pervenuta, o quasi, Italia dei Valori. Impietosi i dati che accompagnano Scelta Europea. Lo schieramento di Mario Monti & C. che alle elezioni dello scorso anno aveva preso il 9.9%, si sarebbe fermato a quota 0.7%. Oggettivamente un risultato disastroso e una certificazione di morte.
I primi dati divisi per aree geografiche, danno ulteriori spunti di riflessione. Il Pd va fortissimo al Centro (49.1%) e va forte al Nord-Est (42.2), ma brilla meno al Sud (35.8). Esattamente speculare l’andamento dei Cinquestelle: Grillo incassa più voti al Sud (25.7), ma si ferma intorno al 20% nel Nord-Est, Nord-Ovest (19.6) e al Centro (21.4). Il Sud è anche il serbatoio di voti di Forza Italia (21.2) e del Ncd (6.0) che però non va oltre al 3% nel Nord.

IL MESSAGGERO