Renzi: sui contratti stop al potere di veto dei sindacati. Sulle riforme mi gioco l’osso del collo.

++ Renzi, mi gioco tutto, rischio l'osso del collo ++

‘La disoccupazione è raddoppiata non solo per colpa della crisi ma anche perchè l’Italia ha perso delle occasioni, occorrono regole chiare, semplicità dei rapporti tra imprenditori che investono e P.a, e basta anche con i poteri di veto della realtà sindacale”: così Matteo Renzi.

Il Pd alle prossime politiche del 2018 deve puntare al 40%. Sogniamo un meccanismo in cui si vada verso il bipolarismo” e poi “un bipartitismo all’americana” ha anche detto Renzi a Bersaglio Mobile. “Il mio obiettivo è un Pd al 40%” anche grazie all’Italicum “che agevola il bipolarismo”, con “un centrosinistra attorno al Pd e un nuovo centrodestra”.

Non c’era alternativa a “buttare in campo riforme coraggiose e giocarsi tutto. Se le riforme non vanno in porto me ne vado a casa: ho messo in gioco me stesso. E’ un rischio notevole. Vivo la difficoltà” di governare “con un Parlamento non eletto con liste fatte da me e “di rischiare l’osso del collo” ha aggiunto il premier

“Le spese militari in Italia vanno ridotte. Punto. E noi le riduciamo. Obama si arrabbia? Ha fatto la stessa cosa. Come le riduci?Abbiamo un calendario triennale”. Quanto agli F35, “quando la commissione sugli F35 avrà chiaro cosa si può fare” anche in base al contratto, “vi diremo qual è la riduzione su quel capitolo” ha annunciato il segretario del Pd

“Sono tra quelli che avrebbero preferito una vittoria elettorale, sul campo. L’amarezza di chi pensa che è un peccato non ci sia stata una vittoria elettorale, è anche la mia. Però il governo” guidato da Enrico Letta “si era bloccato, tardava ad arrivare la fase due di rilancio e mancava soprattutto un orizzonte ampio”. Così Matteo Renzi ripercorre la vicenda del suo approdo alla guida del governo, in un’intervista a Bersaglio Mobile, su La7. “L’unico modo per dare una certezza e orizzonte ampio era buttare in campo una serie di riforme coraggiose, giocarsi il tutto per tutto – spiega il presidente del Consiglio – Rischio l’osso del collo, ma lo rifarei mille volte perché era l’unica cosa da fare”.

“C’è un esercito di gufi e rosiconi che spera che l’Italia vada male. Io invece appartengo alla categoria di chi fa il tifo per il Paese”. Così Matteo Renzi a Bersaglio Mobile. L’Italia, aggiunge, deve “presentarsi nel mondo a testa alta”.

RENZI ALLA DIREZIONE DEL PD – Il governo approverà lunedì in consiglio dei ministri il ddl costituzionale sulla riforma del Senato e Titolo V. E’ il primo annuncio di ‘peso’ effettuato da Matteo Renzi alla direzione del Partito Democratico. “M5s è in difficoltà, è in ricorsa rispetto a noi perché insegue sui temi su cui prima aveva una primazia e ora non più. Loro parlano e noi risolviamo”.

“L’Italicum – ha aggiunto – sarà approvato al Senato dopo il via libera alla riforma del bicameralismo. Il testo è modificato rispetto all’origine con modifiche positive ma in alcuni casi non sufficienti. E’ importante il punto che per noi fare una legge con altri è un valore e per modificarla bisogna fare uno sforzo insieme”.

“La necessità di fare riforme in tempi certi non nasce da una mia schizofrenia personale ma dalla consapevolezza che il rispetto dei tempi è elemento di credibilità con i cittadini e con le istituzioni internazionali”, ha ricordato Renzi confermando che ad aprile il governo farà la riforma della Pa, a maggio la delega fiscale e a giugno la riforma della giustizia.

La grande ambizione dell’ex sindaco di Firenze piace all’America. Che all’indomani dell’incontro con Barack Obama serve un ‘assist’ al presidente del Consiglio italiano. “Matteo Renzi è un giovane leader molto promettente ed energico”, afferma la Casa Bianca. Il presidente americano “è rimasto colpito dal piano di riforme del premier e dal suo impegno verso l’Europa e l’Alleanza Atlantica”, ha sottolineato il vice consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Ben Rhodes.

Le europee
La Direzione del Partito democratico di oggi “solo parzialmente affronterà il tema delle europee”. Una nuova riunione sulle liste elettorali, verrà fissata nella settimana tra il 7 e il 13, “magari lunedì 7 o martedì 8” aprile. Così Renzi nell’aprire la direzione del Pd. “Il 12 aprile apriamo la campagna elettorale a Torino dove con Chiamparino abbiamo una sfida per la Regione”

Le province
“Il superamento delle province votato dal Senato, speriamo che la settimana prossima si possa chiudere alla Camera. Si riduce il numero delle persone che fanno politica in Italia e gli stessi che dicevano che ci sono troppi politici, oggi si lamentavano del Pd sostenendo che aggredisce la democrazia. Ma quel che abbiamo fatto, spiegato bene, è una potente dimostrazione di serietà della politica”.

Il lavoro
Taglieremo “il cuneo fiscale non con un’operazione in burocratese puro ma tagliando a quelli che dicono meno abbienti ma che prendono 1300 euro e una volta erano ceto medio. E’ un pezzo di popolazione cui cerchiamo di restituire un po’ di fiato”. “Leggo discussioni e ultimatum sul lavoro, che capisco poco. Non è una parte a piacere, il pacchetto sta insieme”. Così Matteo Renzi, alla direzione Pd, replica a chi, tra i dem, chiede modifiche al dl lavoro. “I contratti a termine e l’apprendistato sono due punti intoccabili della nostra proposta. Non sono due temi a piacere”. “Se si è scelto di fare un decreto su questi temi (apprendistato e contratti a termine ndr) – ha detto Renzi – e poi un ddl di delega, è perché abbiamo immaginato l’urgenza della risposta rispetto alla credibilità e alla coerenza complessiva della manovra”. “Non dimentichiamo – ha proseguito – che con delle regole tra le più restrittive, vidimate dai sindacati, siamo passati da 25% al 40% di disoccupazione giovanile. Non si risolve problema lavoro rendendo più difficile l’accesso al lavoro ai nostri giovani. Poi io sono curioso – ha quindi concluso – di vedere come collaborerà il Pd alla delega. Ma la delega deve avere i tempi certi”.

Il partito
“E’ stata proposta una riflessione sul sistema partito, una riflessione sui contenuti e sul modello. E’ opportuno e per me positivo a condizione che si faccia in uno spirito franco, dopo le elezioni europee e senza che questo sia una rivincita del congresso”. Così Matteo Renzi, in direzione, a chi chiede una Conferenza sul partito. “C’è una questione di tenuta” del Pd nei “prossimi mesi e anni: la gestione degli organi di partito non può vedere una mancanza di attenzione. Per questo farò all’assemblea Pd la proposta di due vicesegretari: “Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini: “è un elemento di garanzia, non di polemica interna”. “Già da ora se tutte le componenti hanno voglia di confrontarsi per una gestione più ampia possibile del partito noi siamo pronti, non abbiamo bisogno degli steccati”.