Renzi: “Su ballottaggi non drammatizzo né minimizzo, vittoria M5S è netta in alcuni comuni”

Matteo Renzi press conference, Rome

Dopo le amministrative “penso utile che il Pd e il governo cerchino di capire come e dove possiamo fare meglio. Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni e alle critiche dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori locali e dei circoli. E le email, tante e quasi sempre molto belle, che mi state inviando a matteo@governo.it mi sono davvero utili in questa direzione”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua ultime enews.

“Non credo però che questa discussione – seria e bella come tutte le discussioni vere – possa essere rimpiazzata dalla classica polemica sulle poltrone in segreteria o sul desiderio delle correnti di tornare a guidare il partito – prosegue il premier e segretario del Pd -. Non credo ai caminetti: apriamo le finestre, spalanchiamole, altro che caminetti. Parliamo, certo: ma con gli italiani e degli italiani, non dei nostri equilibri congressuali”.

Per Renzi, “Il Pd deve caratterizzarsi per le cose che propone, non per le proprie divisioni interne. Possiamo parlare di crescita e di diseguaglianze, di diritti civili e terzo settore, di stabilità istituzionale e lavori a tempo indeterminato, di tassazione e di energie rinnovabili, di innovazione e merito nella pubblica amministrazione, di immigrazione e flessibilità europea. Non di spartizioni interne alle correnti come avveniva in passato”, conclude il premier.

AMMINISTRATIVE – “I risultati delle amministrative hanno aperto una grande discussione sulla stampa e dentro al Pd. Io penso che sia giusto dire la verità, sempre. I risultati nazionali sono a macchia di leopardo, con vittorie e sconfitte di tutti e tre gli schieramenti (Centrosinistra, Centrodestra, Cinque Stelle)”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua ultima enews.

“Tuttavia l’eco dei successi dei Cinque Stelle è molto forte, non solo sui media. Perché se perdi a Roma dove è accaduto ciò che sappiamo, te lo aspetti. Se perdi anche a Torino dove per giudizio condiviso il sindaco uscente ha governato bene, scatta il campanello d’allarme. In alcuni comuni, dunque, i Cinque Stelle hanno interpretato meglio di noi la richiesta di cambiamento che proveniva dalla società. E hanno vinto, in modo netto”, sottolinea il premier e segretario del Pd.

“Non si deve minimizzare, è vero. Ma non si può nemmeno drammatizzare. Non è la prima volta del resto che in un ballottaggio si verificano sorprese”, prosegue Renzi.

“Nel pieno della luna di miele 2014, quindici giorni dopo il 41% delle Europee, il Pd perse per la prima volta dopo decenni Potenza, Perugia e Livorno. Perse Padova che aveva governato a lungo. E perse al ballottaggio, dopo aver vinto quasi sempre nettamente al primo turno”, ricorda Renzi.

Il premier sottolinea: “Le tante belle vittorie che il centrosinistra ha riportato – a cominciare dalla Milano di Beppe Sala che fino a domenica era considerata la città simbolo di questa tornata elettorale – sono comprensibilmente passate in secondo piano”.

GOVERNO – “Se stiamo facendo così tanto sul tema ampio dei diritti, dal Terzo settore alle Unioni civili, dal Dopo di Noi alla legge sull’autismo, dalla Cooperazione internazionale alle misure sulla povertà educativa è perché – scrive Renzi -pensiamo che i valori dell’Italia vadano oltre i valori economici”

“Mi piacerebbe riuscire a portare di più la discussione su questi temi, non solo sulle questioni di governo e sottogoverno. Perché raramente si sono fatte così tante cose su realtà così delicate – prosegue il premier -. Devo credere che decisioni così importanti per il futuro della nostra comunità non interessino? Impossibile. Forse sbaglio io, perché non riesco a presentarle come dovrei. Ma queste sono le cose che valgono. E su queste dobbiamo farci sentire di più”.

RIFORME – “Continua su www.bastaunsi.it la raccolta di disponibilità per fare del referendum costituzionale un grande momento di confronto democratico sul merito di una riforma che è semplicemente fondamentale per il futuro dell’Italia”, continua Renzi nella enews.

“Abbiamo chiesto una mano anche a livello economico, con piccole donazioni a cominciare dai 5-10 euro e abbiamo superato quota 23 mila euro in pochi giorni -prosegue il premier-. A tutti quelli che in queste ore mi scrivono per incitare, per chiedere di non mollare, per offrire sostegno voglio chiedere innanzitutto questo: facciamo comitati, raccogliamo le firme (dobbiamo arrivare a quota cinquecentomila entro i primi giorni di luglio), diamo una mano a livello economico (per chi può). Chi vuole dare una mano al grande progetto di cambiamento del Paese sa che questa è l’occasione”.

Renzi sottolinea: “Il mondo cambia veloce, fuori di noi e l’unico modo perché l’Italia sia capace di produrre cambiamento, e non solo rincorrerlo, è avere istituzioni più semplici. Più efficaci. Più sobrie e giuste. Senza questa riforma, torneremmo all’ingovernabilità. Agli inciuci del giorno dopo. Chi ha voglia di dare una mano lo faccia adesso: www.bastaunsi.it”.

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