Renzi: Squinzi e Camusso strana coppia contro le riforme

Camusso Susanna

“La strana coppia Squinzi-Camusso” rappresenta con le sue critiche solo l’inizio di quello che sta avvenendo in Italia, cioe’ “un derby tra un torrente impetuoso ed una palude”. Lo afferma il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un’intervista ad un quotidiano.

In ballo, dice Renzi, c’e’ “la scommessa di togliere per la prima volta alla politica per restituire ai cittadini”. Se qualcuno si oppone “e un ottimo segnale”. Ora si va avanti con la riforma della pubblica amministrazione “per scardinarla completamente” “Ho detto le stesse cose, sia in Parlamento che a Bruxelles.
Quello del 3% e’ un vincolo basato sul Trattato di Maastricht e quindi risalente a molti anni fa, ma non ho mai detto che non lo rispetteremo”, spiega quindi il premier rispondendo ad una domanda sugli esiti dei suoi recenti giri europei, “In aula e al Consiglio Ue ho tenuto la stessa identica posizione. Dopodiche’, l’Europa deve decidere che vuol fare del proprio futuro. Se vuole impostarlo su una maggiore attenzione alla crescita e all’occupazione. O se si limita a uno sguardo burocratico, tecnocratico sulla realta’”.

“La nostra battaglia non e’ per ottenere una deroga al 3%. Noi rispettiamo tutti gli impegni, pero’ diciamo anche: nel semestre italiano vogliamo discutere, approfondire, capire cosa possiamo modificare per far si’ che le regole del gioco aiutino l’Europa a crescere. Altrimenti succedera’ ovunque come in Italia, dove la fiducia verso l’Ue e’ crollata dal 54 al 28% in cinque anni”, aggiunge.

“I governi Monti e Letta hanno adottato misure intelligenti per risanare i conti”, concede, “ma se non cresce il Pil e’ tutto inutile e sfido che la gente non crede piu’ nell’Europa.
Quella che noi vogliamo e’ un’ Europa che sia delle famiglie e non piu’ solo dei tecnocrati”. Ma resta il fatto che “purtroppo nel corso degli anni ha sempre detto che avrebbe fatto riforme strutturali e invece non le ha mai fatte. Tant’e’ vero che ho trovato tutti i nostri partner europei davvero meravigliati del fatto che nei prossimi mesi, cioe’ prima del semestre Ue, stavolta possiamo sul serio fare la nuova legge elettorale, la legge sulle Province, la legge che supera il Senato, la legge che cambia il Titolo V della Costituzione, la legge che abolisce alcuni organismi diventati inutili come il Cnel e la riforma della Pubblica Amministrazione, del lavoro, della giustizia e del fisco. Qui si gioca la nostra credibilità’. Sono interessati alle riforme, non alle virgole”.
Ad una domanda su come scardinare la P.A., il premier risponde: “Ogni cosa a suo tempo. Vogliamo presentarci il primo luglio a guidare l’Europa avendo messo a posto le cose di casa nostra”. Il taglio dell’Irpef verra’ varato dopo il varo del Def? “Le soluzioni tecniche le affrontiamo dopo, possono essere diverse. Intanto stiamo lavorando, anche ieri sera mi sono visto a Palazzo Chigi con Padoan. Sono assolutamente sereno che tutti gli impegni presi verranno rispettati”.

AGI