Renzi sferza le toghe: proteste ridicole

Corte Cassazione - inaugurazione anno giudiziario 2012

Dalle corti d’appello ai social network. La polemica tra magistrati e governo monta e il sequel si legge su Facebook. E’ Matteo Renzi a replicare alle durissime parole del pg di Torino Marcello Maddalena che aveva puntato il dito contro il decreto di riforma della giustizia, accusando il governo di avere tagliato le ferie delle toghe e voler «far crepare di lavoro i magistrati». La replica è scontata: «Contestazioni ridicole», ribatte il premier. L’Italia «che è la patria del diritto prima che la patria delle ferie, merita un sistema migliore. Non vogliamo far ”crepare di lavoro” nessuno, ma vogliamo un sistema della giustizia più veloce e più semplice. E, polemiche o non polemiche, passo dopo passo, ci arriveremo». Ad aggiustare il tiro è l’Anm: «Il problema sono le promesse mancate in materia di prescrizione, corruzione e sui reati fiscali», mentre il segretario di Md Anna Canepa, con un tweet accusa Maddalena di aver fornito a Renzi un assist facile per il gol. In serata arriva anche la replica del ministro Andrea Orlando: «Con una certa distrazione si continuano a sollecitare cose che il governo sta facendo, come il reclutamento del personale amministrativo o posizioni già assunte come il sostegno all’emendamento che prevede sconti di pena a chi collabora nelle inchieste di corruzione. Ma la distrazione riguarda anche provvedimenti che sono il frutto dello sforzo di tutti i soggetti della giurisdizione come il significativo miglioramento delle condizioni carcerarie o l’avvio del processo civile telematico».
LA REPLICA
Anche il presidente della Corte d’Appello di Bologna, Giuliano Lucentini, aveva denunciato la delegittimazione della magistratura paragonando l’esecutivo Renzi a quello Berlusconi e l’affondo del premier non tarda: «Oggi – ha scritto Renzi – di nuovo le contestazioni di alcuni magistrati che sfruttano iniziative istituzionali (anno giudiziario) per polemizzare contro il Governo. Trovo ridicolo che se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, la reazione sia ”il premier ci vuol far crepare di lavoro”. Noi – continua Renzi – vogliamo solo sentenze rapide, giuste. Un Paese civile deve avere una sistema veloce, giusto, imparziale. Per arrivare rapidamente a sentenza, bisogna semplificare, accelerare, eliminare inutili passaggi burocratici, andare come stiamo facendo noi sul processo telematico, così nessuno perde più i faldoni del procedimento come accaduto anche la settimana scorsa». Poi la provocazione: «A chi mi dice ”ma sei matto a dire questa cose? non hai paura delle vendette?” rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati».
Anche la replica dell’Anm arriva via Facebook: «Il problema non sono i magistrati, ma le promesse mancate – scrive Sabelli – la timidezza in materia di prescrizione e corruzione, la proposta alla vigilia di Natale di depenalizzare l’evasione fiscale fino al 3 per cento». E ancora: «Le critiche che vengono dai magistrati sono dettate dalla delusione. Renzi vuole un sistema più veloce e più semplice? Blocchi la prescrizione almeno dopo la sentenza di primo grado, introduca sconti di pena ai corrotti che collaborano, estenda alla corruzione gli strumenti della lotta alla mafia».

Il Messaggero